Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Celebrazioni marcia su Fiume. Entra in scena la politica. Richieste dimissioni sindaci e rimozione targa celebrativa

E ora la palla passa alla politica interna. Dopo le giustificabili e comprensibili e sacrosante reazioni da parte della Repubblica di Croazia e della città di Rijeka in merito alle irresponsabili cerimonie con le quali si è voluto a livello istituzionale celebrare l'occupazione della città di Fiume con la sua simbologia, occupazione che per i fiumani che l'hanno subita significherà 16 mesi di dittatura e la distruzione socioeconomica della città croata, ora si inizia a muovere anche il fronte interno. Il PRC e Sinistra Europea interviene, come si è appreso dal Piccolo del 15 settembre, chiedendo le dimissioni dei sindaci che con o senza fascia tricolore hanno legittimato siffatte celebrazioni. Si legge:  Il sindaco di Monfalcone, quello di Ronchi,  i rappresentanti dei Comuni di Trieste, Gorizia, Duino Aurisina, Fogliano Redipuglia, San Pier d'Isonzo e San Pietro Musolino (hanno partecipato alla celebrazione del centenario dell'occupazione di Fiume). Il tutto in una cerimonia dove erano presenti i simboli della Decima Mas, della federazione nazionale arditi ed il tutto mentre è esploso un caso diplomatico con la Repubblica di Croazia. Che nel 2017 iniziò proprio in relazione alle cerimonie che si svolgono tra Ronchi e Monfalcone. E' politicamente e storicamente irresponsabile partecipare a siffatte iniziative. Auspichiamo le immediate dimissioni di chi vi ha partecipato o che nei rispettivi consigli comunali vengano presentate da subito mozioni di sfiducia nei confronti dei rispettivi Sindaci che con o senza fascia tricolore hanno comunque presenziato a questa iniziativa inconciliabile con i valori della nostra Costituzione e non favorito i rapporti amichevoli tra l'Italia e la Repubblica di Croazia"
Vedremo, pur essendo una procedura complessa, chi cercherà di mettere tutto a tacere facendo finta di niente, rendendosi complice di queste iniziative politicamente e storicamente inaccettabili, o chi si adopererà per attivarsi nella direzione auspicata, a prescindere dal risultato raggiunto. Va segnata una chiara linea di demarcazione non è più accettabile partecipare a queste iniziative legittimandole a livello istituzionale. Perchè non sono state richieste prima le dimissioni? Si potrebbe dire. Semplice. L'elaborazione politica ha avuto un suo lungo percorso di travaglio. Ed ora è maturo. D'altronde ci sono voluti 90 anni per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini.  Così come auspicabile è che quanto prima venga cancellato quel "dei legionari" di Ronchi. Denominazione vergognosa, perchè a Fiume significa dittatura, violenza, razzismo, un crimine storico oltre che politico. E Ronchi non merita sicuramente ciò.

Arrivano segnali importanti anche dall'opposizione di Monfalcone.  
La Sinistra, come si apprende dal Piccolo del 16 settembre, ha presentato una interrogazione al Sindaco dove, dopo aver evidenziato la gravità di quanto accaduto con la celebrazione della marcia su Fiume a livello diplomatico, politico e storico, si punta la targa inaugurata per questa occasione nella quale si legge: " D'Annunzio e i legionari una storia di amor patrio nelle radici della nostra identità. Nel centenario dell'Impresa di Fiume ". Nel testo si legge che "Siamo sorpresi che l'identità della democrazia Italiana sia vista originare in una iniziativa eversiva, che avrebbe avuto bisogno invece di un ricordo critico, lontano dall'improbabile visione romantica e pseudoeroica che si è cercato di sdoganare come unica voce istituzionale in queste settimane." Chiedendo: Se non ritenga che celebrare un atto ostile, illegittimo, finalizzato ad occupare una città straniera, giustificandolo sotto l'ombrello dell' "amor patrio " non possa rappresentare un approccio ideologico ed avventato, soprattutto per chi amministra una terra di confine.- Se non ritenga opportuno rimuovere la targa che ricorda la disavventura di Fiume, sostituendola con un'altra che rammenti le vittime innocenti del velleitario nazionalismo di quegli anni."
mb

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