Chi infanga la storia dei luoghi è chi celebra l'occupazione di terre altrui, come nel caso di Rijeka/Fiume

Nel 2019, terzo millennio, nell'Italia Paese fondatore dell'Europa unita nella diversità, c'è chi in modo vergognoso celebra, solennizza, onora, esalta, l'occupazione di terre altrui. Come il caso della bella città di Rijeka, Fiume. Succede soprattutto nella Venezia Giulia, ma anche in Abruzzo. Tutto ciò non solo è inaccettabile e di una gravità inaudita, oltre che essere antistorico e anti-europeista è profondamente nazionalista, è anche una gettata di fango sulla storia dei luoghi che verranno macchiati da ciò. Ci vorranno anni per rimuovere il fango gettato sui luoghi che a causa di miopie e scelte politiche errate e condivisioni di visioni storiche nocive, verranno per lungo tempo inquinati in modo pesante,  e compromessi i rapporti tra i popoli, quell'amicizia che ancora oggi si fatica a coltivare. Quando poi l'oste però inizia a far sentire la sua voce, il vino inizierà ad essere parecchio amaro.

mb

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