Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Chi infanga la storia dei luoghi è chi celebra l'occupazione di terre altrui, come nel caso di Rijeka/Fiume

Nel 2019, terzo millennio, nell'Italia Paese fondatore dell'Europa unita nella diversità, c'è chi in modo vergognoso celebra, solennizza, onora, esalta, l'occupazione di terre altrui. Come il caso della bella città di Rijeka, Fiume. Succede soprattutto nella Venezia Giulia, ma anche in Abruzzo. Tutto ciò non solo è inaccettabile e di una gravità inaudita, oltre che essere antistorico e anti-europeista è profondamente nazionalista, è anche una gettata di fango sulla storia dei luoghi che verranno macchiati da ciò. Ci vorranno anni per rimuovere il fango gettato sui luoghi che a causa di miopie e scelte politiche errate e condivisioni di visioni storiche nocive, verranno per lungo tempo inquinati in modo pesante,  e compromessi i rapporti tra i popoli, quell'amicizia che ancora oggi si fatica a coltivare. Quando poi l'oste però inizia a far sentire la sua voce, il vino inizierà ad essere parecchio amaro.

mb

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