La Federesuli scrive al governo croato,invocando unità. Peccato che di "qua" celebrando l'occupazione di Fiume si divide

Di qua, e di là. Di qua, entro il confine italiano, di là, oltre il confine italiano. Così si diceva una volta, così ancora qualcuno dice, anche se siamo in Europa. Quello spazio europeo che la Croazia ancora non sta condividendo, non essendo ancora nello spazio Schengen, e non avendo ancora l'Euro. Certo che se le cose continuano così, con la scusante di quei numeri irrisori di migranti che stanno sfiorando il FVG, si rischia effettivamente di ritornare presto al di qua, e al di là. Intanto, è notizia che la  Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati (FederEsuli) ha scritto al governo croato chiedendo unità e dialogo. Tale associazione  nasce a Trieste il 9 dicembre 1989, durante un’assemblea generale cui partecipano tutte le associazioni degli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati. Della FederEsuli furono fondatrici, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, con sede a Roma, l’Associazione delle Comunità Istriane, con sede a Trieste, l’Unione degli Istriani, con sede a Trieste, il Libero Comune di Pola in Esilio, con sede a Trieste, il libero Comune di Fiume in Esilio, con sede a Padova, il Libero Comune di Zara in Esilio, con sede a Padova. Oggi la FederEsuli è composta dalla seguenti Associazioni: Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune Di Zara In Esilio, Associazione delle Comunità Istriane, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio, Associazione Italiani di Pola e Istria – Libero Comune di Pola in Esilio. Associazione che da tempo si batte ad esempio per il "giusto ed equo indennizzo atteso per i beni degli esuli ed utilizzati dallo Stato italiano per pagare il debito di guerra nei confronti della Jugoslavia, alla estensione della cittadinanza italiana a quanti nati nei territori della Dalmazia non annessi all’Italia nel 1920,dalla consegna della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla città di Zara, al riconoscimento dello status di martire per persone infoibate (annegate, fucilate, ecc.) dopo il 1950 e la conseguente possibilità di assegnazione di onorificenze alle famiglie, alla revoca dell’imposta sul valore degli immobili situati in Istria e Dalmazia ed ri-acquisiti da esuli o loro discendenti, ecc.

Si invoca unità e dialogo. Ma quello che ci si domanda, è come la si mette con la questione di Fiume? Dal momento che in una città come Trieste si celebra l'occupazione della città di Fiume, celebrando D'Annunzio, il cui sentimento antislavo era ben noto? Celebrazione contro la quale già intervenne nel 2017 l'ambasciata croata, evidenziando che nella sostanza non favorisce certamente i rapporti di amicizia tra i due Paesi?  Di qua, forse, non sono ben consapevoli, che le loro azioni, spesso, possono comportare dei danni, anche di là. Alle minoranze italiane. Se il futuro è l'europeismo, il dialogo e l'unità, celebrazioni nazionalistiche e di natura irredentista come quella della presa di Fiume e del D'Annunzio "eroe", che ricordiamo su Trieste non gettò solo volantini come spesso si suole ricordare, ma anche cinque bombe, nei cantieri della città, sono deleterie e da evitare. La Federesuli  prenderà posizione, in nome del dialogo, e dell'amicizia tra popoli, contro le celebrazioni che si stanno facendo di qua? Verso l'occupazione di Fiume e verso quel D'Annunzio "eroe"? 

mb

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