La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Basta con la solitudine di Saba a Trieste. E' arrivato il momento di affiancargli l'amico Giotti

Amici, intimi, Saba e Giotti. Due espressioni enormi della cultura italiana e triestina. Li dividerà la morte, che li riunirà nel girone paradossale della vita, neanche a distanza di un mese verso quell'infinità dalla quale osservano la loro amata e odiata Trieste, dall'alto, in quel lontano 1957. Saba se la riderà  mentre spia lo stalker ossessionato dalla sua pipa e bastone, magari mentre assapora uno dei risotti vegetariani preparati da Giotti. Una ricetta segreta si racconta, che probabilmente starà custodendo gelosamente anche di là.  Parliamo di quella statua, che fa parte del triangolo letterario triestino, con Svevo e Joyce, che rischia di essere mescolato con quel virus alieno alla storia culturale e letteraria di Trieste, ma legato alla città solo per la sua veste peggiore, nazionalistica e reazionaria. D'Annunzio. Eppure, la solitudine di Saba è arrivato il momento di accantonarla. Perchè sarebbe ora di porre accanto a Saba la statua del suo grande amico, Virgilio Giotti, considerato come il il maggior poeta in dialetto triestino, premiato nel 1957 dall'Accademia dei Lincei. Entrambi con la pipa, entrambi legati da una storia che è arrivato il momento di saldare e unire, come un tempo.

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