Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Basta con la solitudine di Saba a Trieste. E' arrivato il momento di affiancargli l'amico Giotti

Amici, intimi, Saba e Giotti. Due espressioni enormi della cultura italiana e triestina. Li dividerà la morte, che li riunirà nel girone paradossale della vita, neanche a distanza di un mese verso quell'infinità dalla quale osservano la loro amata e odiata Trieste, dall'alto, in quel lontano 1957. Saba se la riderà  mentre spia lo stalker ossessionato dalla sua pipa e bastone, magari mentre assapora uno dei risotti vegetariani preparati da Giotti. Una ricetta segreta si racconta, che probabilmente starà custodendo gelosamente anche di là.  Parliamo di quella statua, che fa parte del triangolo letterario triestino, con Svevo e Joyce, che rischia di essere mescolato con quel virus alieno alla storia culturale e letteraria di Trieste, ma legato alla città solo per la sua veste peggiore, nazionalistica e reazionaria. D'Annunzio. Eppure, la solitudine di Saba è arrivato il momento di accantonarla. Perchè sarebbe ora di porre accanto a Saba la statua del suo grande amico, Virgilio Giotti, considerato come il il maggior poeta in dialetto triestino, premiato nel 1957 dall'Accademia dei Lincei. Entrambi con la pipa, entrambi legati da una storia che è arrivato il momento di saldare e unire, come un tempo.

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