Alla fine cosa è cambiato dai tempi della cortina di ferro?

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    La celebre frase di Churchill «da Stettino, sul Baltico, a Trieste, sull’Adriatico, una cortina di ferro è calata attraverso il continente» faceva parte di un discorso pronunciato a Fulton, nel Missouri (Stati Uniti), il 5 marzo 1946.  L'inglese aveva utilizzato l’espressione «cortina di ferro» quasi un anno prima, in un telegramma personale inviato al presidente Truman il 12 maggio 1945.   Si tratta di un messaggio accorato, nel quale Churchill esprime la propria «profonda inquietudine» riguardo alle intenzioni dei russi nell’Europa orientale: “ Una cortina di ferro è calata sul loro fronte [dei russi]. Non sappiamo che cosa stia succedendo dietro di essa. Non c’è dubbio che l’intera regione ad est della linea Lubecca – Trieste – Corfù sara presto completamente nelle loro mani. A ciò inoltre bisogna aggiungere l’enorme area tra Eisenach e l’Elba che gli americani hanno conquistato e che presumo i russi occuperanno fra poche settimane, quando gli americ...

Occupata Fiume, venne dato l'ordine di arrestare D'Annunzio

Interessante leggere cosa riportavano alcuni quotidiani nazionali in merito all'occupazione di Fiume, fatto avvenuto proprio mentre erano in corso le trattative sulle sorti della città in quel periodo governata da più contingenti. La Stampa del 13 settembre 1919, riportava un titolo importante, ad effetto "un colpo di mano di D'Annunzio a Fiume". Dove emergevano notizie frammentate, e soprattutto le preoccupazioni del governo che andavano dal rischio di rappresaglia degli americani rischiando di far patire di fame l'Italia, alla denuncia di un complotto ai danni dello Stato che avrebbe avuto conseguenze incalcolabili per l'Italia. E si chiedeva pertanto l'arresto di D'Annunzio e il rimpatrio immediato in Italia. "Non bisogna dimenticare che a Fiume alla testa delle truppe italiane si trova il generale Pittaluga con una brigata di fanteria e uno squadrone di cavalleria. Ora al generale è stato impartito l'ordine di arrestare D'Annunzio e di rimandarlo in patria".

Quel Pittaluga con cui D'Annunzio ebbe un faccia a faccia, come racconta lo stesso "poeta soldato" in un testo che viene riportato in un reportage del Corriere di Napoli del 1954. D'Annunzio, si legge, visto che il Pittaluga aveva ricevuto l'ordine di non far passare la carovana dannunziana a Fiume, invitò il generale a sparare al petto di D'Annunzio indicando la sua medaglia d'oro e la placca di mutilato. Pittaluga, si legge, desistette, sostenendo che non avrebbe sparato sugli italiani. Nel Natale di sangue, invece, si racconterà una storia diversa, dove si spareranno tra di loro gli italiani, perchè per scacciare gli occupanti della città, il Regno d'Italia fu costretto a sparare contro i legionari. Nello scontro a fuoco durato cinque giorni ci saranno centinaia di feriti, una sessantina di vittime, tra cui anche un ragazzino di soli 12 anni, una delle diverse vittime civili coinvolte, in questa pagliacciata narcisistica come la definì Pasolini, che si pose da ponte tra la prima guerra mondiale e il fascismo. 

mb

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