Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Nell'ex provincia di Gorizia con migliaia di senza lavoro. Dare priorità al territorio e a chi vive il territorio


La provincia, o meglio ex provincia di Gorizia, vive una crisi pesantissima. Basta leggere i dati. Si è passati in pochi anni dal 3,4% del 2004, all'8,7% del 2018 con la punta massima del 9,4% del 2017 per quanto riguarda le percentuali riguardanti il tasso di disoccupazione.  Che tradotto in soldoni tra inattivi e disoccupati si parla di doppia cifra. Migliaia le persone senza lavoro in un territorio di appena 140 mila abitanti e che continua, in linea con quanto accade in FVG, a perdere abitanti, a svuotarsi. La gente se ne va. Parte. Va via. Si sta ritornando agli esodi di quando si andava in Australia, in Argentina, in Germania, a cercar miglior sorte. C'è chi si reca anche nella vicina Slovenia. Il territorio si svuota. Ed è ovvio che la questione lavoro debba essere una priorità. Una priorità dove è necessario dare risposte concrete a chi lo vive questo territorio. Purtroppo da vent'anni a questa parte c'è chi come la Fincantieri, azienda in gran parte ancora appartenente in sostanza allo Stato, ha preferito investire verso manodopera a basso costo, con il diabolico sistema degli appalti e subappalti. Cioè proveniente da certe aree territoriali. Per rimanere competitivi sul mercato, si è deciso di fare così. Con tutte le conseguenze che ne sono derivate.  Complessivamente nell'ex provincia di Gorizia ci sono state politiche decennali sbagliate, inopportune, dal locale al nazionale, su più fronti e gli effetti li vediamo quali sono.
Chi vive in questo territorio difficilmente farà la fila per andare a lavorare ai cantieri, ad esempio. Perchè non si accettano le condizioni di lavoro che per chi proviene da altri Paesi, o realtà maggiormente disagiate rispetto a questa, sono invece, forse oro, rispetto al disastro sociale da cui si proviene. Si deve ribaltare l'intero sistema. Lavoro e diritti, perchè un lavoro senza diritto non è. Un lavoro senza diritti o con diritti deboli impoverisce l'intero territorio e ne comporta lo svuotamento. La Regione ha reso noto che nell'isontino a fronte di 473 candidature complessive, si registrano 334 nuove assunzioni in un anno. Ciò sarebbe frutto del  protocollo, sottoscritto nel maggio 2018 e prorogato ad aprile 2019, per dare una risposta occupazionale ai lavoratori licenziati a seguito di crisi nel territorio isontino e monfalconese. Risultati modesti, visti i numeri della crisi, ma pur sempre un qualcosa rispetto al nulla. Guardando ad esempio ai lavoratori ex Eaton si legge che "sono 58 i lavoratori rioccupati su in totale di 154, con una puntualizzazione importante: nei prossimi mesi, 15 andranno in pensione. Delle persone riassorbite, 24 hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato."  
E' interesse del territorio rimettere il lavoro e il diritto al lavoro e del lavoro al primo posto, dando priorità alla gente che vive in questo territorio. Altrimenti non piangiamo poi se le nostre città diventeranno dei dormitori immensi, se i negozi chiuderanno, se le piazze si svuoteranno, se l'economia locale crollerà.

mb

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