Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Nell'ex provincia di Gorizia con migliaia di senza lavoro. Dare priorità al territorio e a chi vive il territorio


La provincia, o meglio ex provincia di Gorizia, vive una crisi pesantissima. Basta leggere i dati. Si è passati in pochi anni dal 3,4% del 2004, all'8,7% del 2018 con la punta massima del 9,4% del 2017 per quanto riguarda le percentuali riguardanti il tasso di disoccupazione.  Che tradotto in soldoni tra inattivi e disoccupati si parla di doppia cifra. Migliaia le persone senza lavoro in un territorio di appena 140 mila abitanti e che continua, in linea con quanto accade in FVG, a perdere abitanti, a svuotarsi. La gente se ne va. Parte. Va via. Si sta ritornando agli esodi di quando si andava in Australia, in Argentina, in Germania, a cercar miglior sorte. C'è chi si reca anche nella vicina Slovenia. Il territorio si svuota. Ed è ovvio che la questione lavoro debba essere una priorità. Una priorità dove è necessario dare risposte concrete a chi lo vive questo territorio. Purtroppo da vent'anni a questa parte c'è chi come la Fincantieri, azienda in gran parte ancora appartenente in sostanza allo Stato, ha preferito investire verso manodopera a basso costo, con il diabolico sistema degli appalti e subappalti. Cioè proveniente da certe aree territoriali. Per rimanere competitivi sul mercato, si è deciso di fare così. Con tutte le conseguenze che ne sono derivate.  Complessivamente nell'ex provincia di Gorizia ci sono state politiche decennali sbagliate, inopportune, dal locale al nazionale, su più fronti e gli effetti li vediamo quali sono.
Chi vive in questo territorio difficilmente farà la fila per andare a lavorare ai cantieri, ad esempio. Perchè non si accettano le condizioni di lavoro che per chi proviene da altri Paesi, o realtà maggiormente disagiate rispetto a questa, sono invece, forse oro, rispetto al disastro sociale da cui si proviene. Si deve ribaltare l'intero sistema. Lavoro e diritti, perchè un lavoro senza diritto non è. Un lavoro senza diritti o con diritti deboli impoverisce l'intero territorio e ne comporta lo svuotamento. La Regione ha reso noto che nell'isontino a fronte di 473 candidature complessive, si registrano 334 nuove assunzioni in un anno. Ciò sarebbe frutto del  protocollo, sottoscritto nel maggio 2018 e prorogato ad aprile 2019, per dare una risposta occupazionale ai lavoratori licenziati a seguito di crisi nel territorio isontino e monfalconese. Risultati modesti, visti i numeri della crisi, ma pur sempre un qualcosa rispetto al nulla. Guardando ad esempio ai lavoratori ex Eaton si legge che "sono 58 i lavoratori rioccupati su in totale di 154, con una puntualizzazione importante: nei prossimi mesi, 15 andranno in pensione. Delle persone riassorbite, 24 hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato."  
E' interesse del territorio rimettere il lavoro e il diritto al lavoro e del lavoro al primo posto, dando priorità alla gente che vive in questo territorio. Altrimenti non piangiamo poi se le nostre città diventeranno dei dormitori immensi, se i negozi chiuderanno, se le piazze si svuoteranno, se l'economia locale crollerà.

mb

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