Chichiarelli e la grande inchiesta mancata sul mondo dell'arte corrotto

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Roma, quartiere Talenti. È una notte di settembre del 1984. Via Ferdinando Martini. Il buio è denso, di quelli che nascondono bene i segreti, ma non il rumore secco dei colpi di pistola.Precisi. Un’esecuzione in piena regola. A terra resta un uomo. Si chiama Antonio Giuseppe Chichiarelli , ma per tutti, nel mondo dell’arte e in quello delle ombre, lui è solo "Rally" .  Aveva urlato contro il killer, cercò di affrontarlo prima di essere ucciso, ma non ebbe scampo. Ma chi era davvero Tony Chichiarelli? Un artista mancato? Un falsario geniale? O un ingranaggio pericoloso in un meccanismo molto più grande di lui? Chichiarelli non era un soggetto qualunque. Era un talento straordinario. Le sue opere originali si racconta che fossero notevoli e più autentiche delle sue riproduzioni. Uno capace di dipingere un De Chirico o un Guttuso così bene che persino gli esperti restavano a bocca aperta. Ma non si fermava alle tele. No. Nella sua villa trovano di tutto   come i ti...

La nuova via della Seta si è fermata a piazza Tienanmen



L'Italia è il primo Paese del G7 a far parte della nuova via della Seta, con l'asse Genova-Trieste che sarà un punto di riferimento importante, passando da quel Pireo oramai made in Cina. A Trieste si vede la nuova via della Seta come la svolta, anche se gli americani non rimarranno sicuramente a guardare, segnali di "guerra fredda" ve ne sono stati ed altri ve ne saranno. Intanto, mentre si discute dei futuri investimenti con il capitale cinese, da un Paese in teoria comunista, ma con il capitalismo di stato, ogni questione ideologica è stata messa da parte, per dare spazio alla voce dell'economia, che poi è quella che nel mondo determina pace e guerra. Ma la via della Seta si è fermata a piazza Tienanmen in questo 4 giugno, trent'anni da quel fatto che anticiperà in modo clamoroso la caduta del muro di Berlino, il mondo si divide. In una Cina che come denunciano siti come la BBC o la CNN dove quel fatto, considerato ancora oggi come incidente del 4 giugno, è stato totalmente rimosso dalla memoria collettiva e le nuove generazioni non sanno nulla, e da chi denuncia quel fatto come una strage tremenda del regime comunista cinese. Non ci sono dati, le fonti sono contrastanti, da chi parla di centinaia di morti, da chi migliaia, a chi come alcune notizie pubblicate su WikiLeaks mette in dubbio che si sia verificata una strage. Come si legge su Wikipedia, ad esempio, " Il Telegraph riporta infatti che secondo i dispacci fra le ambasciate occidentali furono esplosi solo sporadici colpi di armi da fuoco all'interno di piazza Tienanmen, al contrario di altre zone al di fuori del centro di Pechino Secondo la testimonianza diretta di un diplomatico cileno, inoltre, la maggior parte dei soldati entrati in piazza Tienanmen era dotata solo di armamenti antisommossa, come manganelli e mazze di legno". Non sappiamo come è andata realmente quella storia, tanti se e ma, come sulla foto storica di quell'evento. Come si legge sulla CNN, "Widener, un fotografo della Associated Press, stava concentrando la sua macchina fotografica su una fila di carri armati nella piazza Tiananmen di Pechino quando, inaspettatamente, l'uomo che verrà fotografato, indosserà una camicia bianca e pantaloni scuri, portando con sé quelle che sembravano borse della spesa. Widener pensò che l'uomo avrebbe rovinato la composizione della sua cornice. Non sapeva che stava per realizzare una delle foto più iconiche della storia. Fino ad oggi, non sappiamo chi sia e cosa gli sia successo. Ma rimane un potente simbolo di sfida".  Sfida a quella verità che a trent'anni dai fatti ancora oggi non c'è.

mb

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