Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

La nuova via della Seta si è fermata a piazza Tienanmen



L'Italia è il primo Paese del G7 a far parte della nuova via della Seta, con l'asse Genova-Trieste che sarà un punto di riferimento importante, passando da quel Pireo oramai made in Cina. A Trieste si vede la nuova via della Seta come la svolta, anche se gli americani non rimarranno sicuramente a guardare, segnali di "guerra fredda" ve ne sono stati ed altri ve ne saranno. Intanto, mentre si discute dei futuri investimenti con il capitale cinese, da un Paese in teoria comunista, ma con il capitalismo di stato, ogni questione ideologica è stata messa da parte, per dare spazio alla voce dell'economia, che poi è quella che nel mondo determina pace e guerra. Ma la via della Seta si è fermata a piazza Tienanmen in questo 4 giugno, trent'anni da quel fatto che anticiperà in modo clamoroso la caduta del muro di Berlino, il mondo si divide. In una Cina che come denunciano siti come la BBC o la CNN dove quel fatto, considerato ancora oggi come incidente del 4 giugno, è stato totalmente rimosso dalla memoria collettiva e le nuove generazioni non sanno nulla, e da chi denuncia quel fatto come una strage tremenda del regime comunista cinese. Non ci sono dati, le fonti sono contrastanti, da chi parla di centinaia di morti, da chi migliaia, a chi come alcune notizie pubblicate su WikiLeaks mette in dubbio che si sia verificata una strage. Come si legge su Wikipedia, ad esempio, " Il Telegraph riporta infatti che secondo i dispacci fra le ambasciate occidentali furono esplosi solo sporadici colpi di armi da fuoco all'interno di piazza Tienanmen, al contrario di altre zone al di fuori del centro di Pechino Secondo la testimonianza diretta di un diplomatico cileno, inoltre, la maggior parte dei soldati entrati in piazza Tienanmen era dotata solo di armamenti antisommossa, come manganelli e mazze di legno". Non sappiamo come è andata realmente quella storia, tanti se e ma, come sulla foto storica di quell'evento. Come si legge sulla CNN, "Widener, un fotografo della Associated Press, stava concentrando la sua macchina fotografica su una fila di carri armati nella piazza Tiananmen di Pechino quando, inaspettatamente, l'uomo che verrà fotografato, indosserà una camicia bianca e pantaloni scuri, portando con sé quelle che sembravano borse della spesa. Widener pensò che l'uomo avrebbe rovinato la composizione della sua cornice. Non sapeva che stava per realizzare una delle foto più iconiche della storia. Fino ad oggi, non sappiamo chi sia e cosa gli sia successo. Ma rimane un potente simbolo di sfida".  Sfida a quella verità che a trent'anni dai fatti ancora oggi non c'è.

mb

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