Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

Immagine
La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

La nuova via della Seta si è fermata a piazza Tienanmen



L'Italia è il primo Paese del G7 a far parte della nuova via della Seta, con l'asse Genova-Trieste che sarà un punto di riferimento importante, passando da quel Pireo oramai made in Cina. A Trieste si vede la nuova via della Seta come la svolta, anche se gli americani non rimarranno sicuramente a guardare, segnali di "guerra fredda" ve ne sono stati ed altri ve ne saranno. Intanto, mentre si discute dei futuri investimenti con il capitale cinese, da un Paese in teoria comunista, ma con il capitalismo di stato, ogni questione ideologica è stata messa da parte, per dare spazio alla voce dell'economia, che poi è quella che nel mondo determina pace e guerra. Ma la via della Seta si è fermata a piazza Tienanmen in questo 4 giugno, trent'anni da quel fatto che anticiperà in modo clamoroso la caduta del muro di Berlino, il mondo si divide. In una Cina che come denunciano siti come la BBC o la CNN dove quel fatto, considerato ancora oggi come incidente del 4 giugno, è stato totalmente rimosso dalla memoria collettiva e le nuove generazioni non sanno nulla, e da chi denuncia quel fatto come una strage tremenda del regime comunista cinese. Non ci sono dati, le fonti sono contrastanti, da chi parla di centinaia di morti, da chi migliaia, a chi come alcune notizie pubblicate su WikiLeaks mette in dubbio che si sia verificata una strage. Come si legge su Wikipedia, ad esempio, " Il Telegraph riporta infatti che secondo i dispacci fra le ambasciate occidentali furono esplosi solo sporadici colpi di armi da fuoco all'interno di piazza Tienanmen, al contrario di altre zone al di fuori del centro di Pechino Secondo la testimonianza diretta di un diplomatico cileno, inoltre, la maggior parte dei soldati entrati in piazza Tienanmen era dotata solo di armamenti antisommossa, come manganelli e mazze di legno". Non sappiamo come è andata realmente quella storia, tanti se e ma, come sulla foto storica di quell'evento. Come si legge sulla CNN, "Widener, un fotografo della Associated Press, stava concentrando la sua macchina fotografica su una fila di carri armati nella piazza Tiananmen di Pechino quando, inaspettatamente, l'uomo che verrà fotografato, indosserà una camicia bianca e pantaloni scuri, portando con sé quelle che sembravano borse della spesa. Widener pensò che l'uomo avrebbe rovinato la composizione della sua cornice. Non sapeva che stava per realizzare una delle foto più iconiche della storia. Fino ad oggi, non sappiamo chi sia e cosa gli sia successo. Ma rimane un potente simbolo di sfida".  Sfida a quella verità che a trent'anni dai fatti ancora oggi non c'è.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?