Il Parco della Rimembranza di Gorizia è un monumento caro al nazionalismo italiano che esclude il resto della storia goriziana



Durante il fascismo c'è stata la moda di realizzare ovunque parchi della "rimembranza" che in Italia vennero introdotti per la prima volta nel '22, e resi obbligatori nel '25 per diventare a tutti gli effetti pubblici monumenti” con l'articolo unico della Legge 21 marzo 1926 n. 559. Così la norma:  I Viali e i Parchi della Rimembranza, dedicati, nei diversi;Comuni del Regno, ai caduti nella guerra 1915-1918 e alle vittime-fasciste, sono, pubblici .monumenti. Ordiniamo che la presente, munita dei sigillo dello Stato, sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti, del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti.di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Alla fine della guerra in gran parte del territorio nazionale questi parchi vennero eliminati, perchè erano diventanti uno strumento della propaganda fascista inconciliabili con il nuovo corso politico e storico della Repubblica italiana, parchi che avevano  strumentalizzato i caduti della prima guerra mondiale, oltre a commemorare anche le vittime fasciste. Vennero eliminati in tante località, ma non ovunque. Ad esempio a Gorizia esiste e persiste. Come si legge nel sito dell'ERPAC del FVG  il fondo oggi occupato dal parco ospita il cimitero comunale. Al centro dell'area sorge la cappella, costruita nel 1833. Al suo interno una pala di Giuseppe Tominz e le sepolture degli arcivescovi goriziani. Nel 1925 hanno inizio i lavori di realizzazione del parco, secondo i disegni dell'Ufficio Tecnico Comunale. Nel 1929, al centro dell'area, viene inaugurato il monumento ai caduti, progettato dall'arch. Enrico Del Debbio nelle forme di un tempietto monoptero di proporzioni monumentali. Che venne fatto saltare nel '44. Nel parco, dedicato dopo la seconda guerra mondiale alle vittime di tutte le guerre, trovano luogo in diversi momenti altri monumenti commemorativi, tra cui la lapide ai dispersi nella seconda guerra mondiale.
Un parco dove i monumenti che si trovano sono di parte. Raccontano praticamente una sola storia, danno voce, a una sola voce, quella cara al  nazionalismo italiano che non c'entra niente con il patriottismo. Nessuno qui vuol mettere in discussione drammi e tragedie che ci sono state, anche se ancora oggi ad esempio sul lapidario dedicato ai 655 deportati in Jugoslavia, che non è l'unico che ricorda quei fatti, c'è anche un cippo,  si possono leggere decine di inesattezze mai rettificate ad oggi, forse in futuro qualcosa si muoverà,  e pare che verrà presto realizzato un secondo monumento che riporterà altri nomi. Una cinquantina, che avrebbero potuto sostituire quelli da cancellare, invece, hanno deciso di procedere diversamente. Perchè andava sferrato quello che viene ritenuto da alcuni come il gran colpo. Accusare indistintamente i partigiani "comunisti filo Jugoslavia" su un monumento pubblico cittadino. Ci sono anche in quel parco cippi dedicati ai caduti dei vari corpi dello Stato, alla Brigata alpina Julia, a vari "eroi" della prima guerra mondiale da parte italiana, ecc.
Manca in questo parco tutto il resto della storia cittadina. Finita nell'oblio. Inesistente. Che in parte e con fatica puoi intravedere in modo diffuso e non organico per la città, come al castello, alla stazione. Ora, a Gorizia sta creando scandalo il fatto che due pannelli che vorrebbero raccontare il '900 goriziano, non sono impostati nel modo in cui alcuni vorrebbero raccontare la storia. Ma nessuno può fiatare sul fatto che un intero parco cittadino sia un chiaro monumento di parte, che racconta una sola storia, da una sola parte, quando la storia di Gorizia è più ampia, più complessiva, e dovrebbe includere e non escludere, come invece accade in quel parco e anche in città da tempo.  Da nessuna parte c'è scritto che quello ancora oggi sussistente deve essere l'unico indirizzo a cui si deve prestare quel parco.

mb

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