Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Dal D'Annunzio "duce" a Peppino Garibaldi pronto a marciare contro D'Annunzio, al tradimento verso la Patria


La Stampa del 1919 tratta in modo durissimo l'occupazione della città di Fiume. Ed emergono tante particolarità interessanti. 
Ad esempio si riporta un dispaccio di un'agenzia francese dove si scrive che Peppino Garibaldi era pronto a marciare contro D'Annunzio con 30 mila volontari per liberare la città.
Si racconta come in Istria si stavano preparando le truppe temendo qualche nuovo azzardo da parte di D'Annunzio per difendere Abbazia , Si racconta lo sbarco a Zara di 800 fiumani guidati da D'Annunzio.  Avvenuto il 15 novembre del 1919. Si segnala l'intervento di un gruppo di "arditi"che in casa del Vescovo impose di esporre la bandiera italiana e la stessa cosa avvenne alla società croata del Sokol.

E che dire della formula di giuramento verso D'Annunzio? Chiamato come il "Duce Divino".




Emerge con forza che quell'atto, considerato come un vero incubo per l'Italia, tanto che quando giungerà a termine si scriverà che l'incubo è finito,



si è posto  contro gli interessi della Patria. Una sorta di tradimento dal momento in cui i legionari usarono le armi contro l'esercito che rappresentava la propria patria, agiva nell'interesse dell'Italia. Con il Natale di sangue si concluderà quell'atto militarista che ha scombussolato il Paese e porterà ad imboscate fratricide. Si rimane basiti del fatto che oggi ci siano delle Istituzioni che celebrano quell'atto eversivo realizzato contro la stessa Italia, atto che la Stampa definirà come l'atroce gesta dannunziana.


mb

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