Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Se nel Quarnero, per scelta, si dimentica l'italiano

La Voce del Popolo, storico giornale italiano dell'Istria e del Quarnero, denuncia un fatto che sta facendo comprensibilmente indignare e discutere dalle parti di Fiume. In Croazia.  La questione riguarda il progetto Mala barka 2 con il quale si "creano le condizioni per la tutela, lo sviluppo e la promozione del patrimonio marittimo dell’Adriatico settentrionale, mediante una valorizzazione turistica basata sui principi del turismo sostenibile.L’area frontaliera, comprendente il Litorale sloveno, l’Istria ed il Quarnero, è senz’altro una delle destinazioni turistiche più attrattive dei due paesi. La diversità dell’offerta turistica è infatti uno dei fini della Strategia di sviluppo turistico di entrambi i paesi".  I soggetti interessati da questo soggetto sono:
  1. Primorsko-goranska županija (partner capofila)
  2. Turistička zajednica Kvarnera
  3. Pomorski i povijesni muzej Hrvatskog primorja Rijeka
  4. Udruga i Ekomuzej “Kuća o batani” Rovinj – Associazione Ecomuseo “Casa della batana” Rovigno
  5. Občina Izola – Comune di Isola
  6. Turistično združenje Izola – Ente per il turismo Isola
  7. Občina Piran – Comune di Pirano
  8. Pomorski muzej – Museo del mare “Sergej Mašera” Piran – Pirano
Le lingue con cui è tradotto il sito sono cinque. Croato, inglese, italiano, tedesco, sloveno.  Ma i pannelli informativi di questo progetto, da Fiume ad Abbazia, come denunciato dal giornale, sono solo in quattro lingue, ne manca una, l'italiano. Si tratta di una scelta, più che di una dimenticanza.  Motivata in questo modo come si legge nel sito del giornale "le direttive ci imponevano la dicitura bilingue dei materiali informativi, ossia croata e slovena, più l’inglese e infine di una quarta lingua. E dal momento che più del 40% di tutti gli arrivi nel Quarnero ricade su turisti di quest’area linguistica, abbiamo optato per il tedesco."

Nulla vietava che si potesse aggiungere una quinta lingua, l'italiano, come nel sito. Una scelta che non include, ma esclude e che mina soprattutto l'identità storica dell'Adriatico settentrionale.  I diritti delle minoranze vanno garantiti, ovunque, così come l'identità storica e culturale dei luoghi, e la motivazione che porta a non avere i pannelli informativi anche in italiano sinceramente è a dir poco surreale. 
Fiume è una città moderna, che è riuscita in parte a slegarsi da quel passato del secolo breve, vuole guardare avanti, l'essere capitale della cultura europea del 2020, va in questa direzione, una direzione che deve essere fatta di inclusione e non esclusione. Si legge nel progetto che lo slogan  del Quarnero è:“la diversità è bella”.  Dovrebbero ricordarselo.

mb

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