L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Se nel Quarnero, per scelta, si dimentica l'italiano

La Voce del Popolo, storico giornale italiano dell'Istria e del Quarnero, denuncia un fatto che sta facendo comprensibilmente indignare e discutere dalle parti di Fiume. In Croazia.  La questione riguarda il progetto Mala barka 2 con il quale si "creano le condizioni per la tutela, lo sviluppo e la promozione del patrimonio marittimo dell’Adriatico settentrionale, mediante una valorizzazione turistica basata sui principi del turismo sostenibile.L’area frontaliera, comprendente il Litorale sloveno, l’Istria ed il Quarnero, è senz’altro una delle destinazioni turistiche più attrattive dei due paesi. La diversità dell’offerta turistica è infatti uno dei fini della Strategia di sviluppo turistico di entrambi i paesi".  I soggetti interessati da questo soggetto sono:
  1. Primorsko-goranska županija (partner capofila)
  2. Turistička zajednica Kvarnera
  3. Pomorski i povijesni muzej Hrvatskog primorja Rijeka
  4. Udruga i Ekomuzej “Kuća o batani” Rovinj – Associazione Ecomuseo “Casa della batana” Rovigno
  5. Občina Izola – Comune di Isola
  6. Turistično združenje Izola – Ente per il turismo Isola
  7. Občina Piran – Comune di Pirano
  8. Pomorski muzej – Museo del mare “Sergej Mašera” Piran – Pirano
Le lingue con cui è tradotto il sito sono cinque. Croato, inglese, italiano, tedesco, sloveno.  Ma i pannelli informativi di questo progetto, da Fiume ad Abbazia, come denunciato dal giornale, sono solo in quattro lingue, ne manca una, l'italiano. Si tratta di una scelta, più che di una dimenticanza.  Motivata in questo modo come si legge nel sito del giornale "le direttive ci imponevano la dicitura bilingue dei materiali informativi, ossia croata e slovena, più l’inglese e infine di una quarta lingua. E dal momento che più del 40% di tutti gli arrivi nel Quarnero ricade su turisti di quest’area linguistica, abbiamo optato per il tedesco."

Nulla vietava che si potesse aggiungere una quinta lingua, l'italiano, come nel sito. Una scelta che non include, ma esclude e che mina soprattutto l'identità storica dell'Adriatico settentrionale.  I diritti delle minoranze vanno garantiti, ovunque, così come l'identità storica e culturale dei luoghi, e la motivazione che porta a non avere i pannelli informativi anche in italiano sinceramente è a dir poco surreale. 
Fiume è una città moderna, che è riuscita in parte a slegarsi da quel passato del secolo breve, vuole guardare avanti, l'essere capitale della cultura europea del 2020, va in questa direzione, una direzione che deve essere fatta di inclusione e non esclusione. Si legge nel progetto che lo slogan  del Quarnero è:“la diversità è bella”.  Dovrebbero ricordarselo.

mb

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