L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Se nel Quarnero, per scelta, si dimentica l'italiano

La Voce del Popolo, storico giornale italiano dell'Istria e del Quarnero, denuncia un fatto che sta facendo comprensibilmente indignare e discutere dalle parti di Fiume. In Croazia.  La questione riguarda il progetto Mala barka 2 con il quale si "creano le condizioni per la tutela, lo sviluppo e la promozione del patrimonio marittimo dell’Adriatico settentrionale, mediante una valorizzazione turistica basata sui principi del turismo sostenibile.L’area frontaliera, comprendente il Litorale sloveno, l’Istria ed il Quarnero, è senz’altro una delle destinazioni turistiche più attrattive dei due paesi. La diversità dell’offerta turistica è infatti uno dei fini della Strategia di sviluppo turistico di entrambi i paesi".  I soggetti interessati da questo soggetto sono:
  1. Primorsko-goranska županija (partner capofila)
  2. Turistička zajednica Kvarnera
  3. Pomorski i povijesni muzej Hrvatskog primorja Rijeka
  4. Udruga i Ekomuzej “Kuća o batani” Rovinj – Associazione Ecomuseo “Casa della batana” Rovigno
  5. Občina Izola – Comune di Isola
  6. Turistično združenje Izola – Ente per il turismo Isola
  7. Občina Piran – Comune di Pirano
  8. Pomorski muzej – Museo del mare “Sergej Mašera” Piran – Pirano
Le lingue con cui è tradotto il sito sono cinque. Croato, inglese, italiano, tedesco, sloveno.  Ma i pannelli informativi di questo progetto, da Fiume ad Abbazia, come denunciato dal giornale, sono solo in quattro lingue, ne manca una, l'italiano. Si tratta di una scelta, più che di una dimenticanza.  Motivata in questo modo come si legge nel sito del giornale "le direttive ci imponevano la dicitura bilingue dei materiali informativi, ossia croata e slovena, più l’inglese e infine di una quarta lingua. E dal momento che più del 40% di tutti gli arrivi nel Quarnero ricade su turisti di quest’area linguistica, abbiamo optato per il tedesco."

Nulla vietava che si potesse aggiungere una quinta lingua, l'italiano, come nel sito. Una scelta che non include, ma esclude e che mina soprattutto l'identità storica dell'Adriatico settentrionale.  I diritti delle minoranze vanno garantiti, ovunque, così come l'identità storica e culturale dei luoghi, e la motivazione che porta a non avere i pannelli informativi anche in italiano sinceramente è a dir poco surreale. 
Fiume è una città moderna, che è riuscita in parte a slegarsi da quel passato del secolo breve, vuole guardare avanti, l'essere capitale della cultura europea del 2020, va in questa direzione, una direzione che deve essere fatta di inclusione e non esclusione. Si legge nel progetto che lo slogan  del Quarnero è:“la diversità è bella”.  Dovrebbero ricordarselo.

mb

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