Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Se nel Quarnero, per scelta, si dimentica l'italiano

La Voce del Popolo, storico giornale italiano dell'Istria e del Quarnero, denuncia un fatto che sta facendo comprensibilmente indignare e discutere dalle parti di Fiume. In Croazia.  La questione riguarda il progetto Mala barka 2 con il quale si "creano le condizioni per la tutela, lo sviluppo e la promozione del patrimonio marittimo dell’Adriatico settentrionale, mediante una valorizzazione turistica basata sui principi del turismo sostenibile.L’area frontaliera, comprendente il Litorale sloveno, l’Istria ed il Quarnero, è senz’altro una delle destinazioni turistiche più attrattive dei due paesi. La diversità dell’offerta turistica è infatti uno dei fini della Strategia di sviluppo turistico di entrambi i paesi".  I soggetti interessati da questo soggetto sono:
  1. Primorsko-goranska županija (partner capofila)
  2. Turistička zajednica Kvarnera
  3. Pomorski i povijesni muzej Hrvatskog primorja Rijeka
  4. Udruga i Ekomuzej “Kuća o batani” Rovinj – Associazione Ecomuseo “Casa della batana” Rovigno
  5. Občina Izola – Comune di Isola
  6. Turistično združenje Izola – Ente per il turismo Isola
  7. Občina Piran – Comune di Pirano
  8. Pomorski muzej – Museo del mare “Sergej Mašera” Piran – Pirano
Le lingue con cui è tradotto il sito sono cinque. Croato, inglese, italiano, tedesco, sloveno.  Ma i pannelli informativi di questo progetto, da Fiume ad Abbazia, come denunciato dal giornale, sono solo in quattro lingue, ne manca una, l'italiano. Si tratta di una scelta, più che di una dimenticanza.  Motivata in questo modo come si legge nel sito del giornale "le direttive ci imponevano la dicitura bilingue dei materiali informativi, ossia croata e slovena, più l’inglese e infine di una quarta lingua. E dal momento che più del 40% di tutti gli arrivi nel Quarnero ricade su turisti di quest’area linguistica, abbiamo optato per il tedesco."

Nulla vietava che si potesse aggiungere una quinta lingua, l'italiano, come nel sito. Una scelta che non include, ma esclude e che mina soprattutto l'identità storica dell'Adriatico settentrionale.  I diritti delle minoranze vanno garantiti, ovunque, così come l'identità storica e culturale dei luoghi, e la motivazione che porta a non avere i pannelli informativi anche in italiano sinceramente è a dir poco surreale. 
Fiume è una città moderna, che è riuscita in parte a slegarsi da quel passato del secolo breve, vuole guardare avanti, l'essere capitale della cultura europea del 2020, va in questa direzione, una direzione che deve essere fatta di inclusione e non esclusione. Si legge nel progetto che lo slogan  del Quarnero è:“la diversità è bella”.  Dovrebbero ricordarselo.

mb

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