La mostra "memorie ritrovate" di Monfalcone? Mostra politica di stampo nazionalista

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Dobbiamo dircelo chiaramente, senza girarci intorno: quando prendi l’arte e la schiaffi a forza dentro la politica, cosa pretendi che ne esca fuori?! Ne esce una cosa che con l'arte non c'entra più un accidente! Ne esce propaganda, pura. Ed è esattamente quello che sta succedendo con la mostra "Memorie ritrovate" a Monfalcone. Ma io vi sfido ad entrarci! Voi entrate lì e cosa vi trovate davanti? Una galleria d'arte? Ma neanche per idea! Vi sembra di essere piombati a piedi giunti dentro la sede di una di quelle organizzazioni ultra-nazionaliste che per decenni hanno fatto dell'antijugoslavismo il loro dogma sacro e intoccabile! È un'operazione scopertamente politica, di uno stampo nazionalista che fa rizzare i capelli! E badate bene: il problema non sono gli artisti! Sia chiara una cosa: qui nessuno sta mettendo in discussione la grandezza o la qualità delle opere di Pietro Fragiacomo, di Guido Grimani, di Piero Coelli o di Carà. Per carità divina! L...

Mediaset e CNN promuoveranno l'Egitto. Il programma italiano si chiamerà "libertà oltre il confine".Non è uno scherzo



Da un lato hai una famiglia che con estrema dignità e senza farsi mettere in piedi in testa da nessuno scrive una lettera aperta al Presidente e Generale egiziano, una miscela tra chiaro atto di accusa, e richiesta ad Al Sisi di mantenere la parola data, adoperarsi per la verità per Giulio. Dall'altro, hai il sistema del business che continua a fare affari con il sistema di potere egiziano. Legittimato da buona parte della politica italiana. L'Egitto ha bisogno del turismo come il pane, il 20% dell'economia egiziana passa da lì, e l'Italia ne è un partner essenziale, se non vitale. Da tempo si parla di come in Italia più o meno si sia ritornati a pubblicizzare l'Egitto, su più canali, un Paese mai dichiarato insicuro ma neanche sicuro, un Paese in continuo stato d'emergenza, e che vedrà la propria dittatura durare per altri chissà quanti anni. Un Paese che criminalizza i diritti umani, l'opposizione politica, e che ha preso in giro per tre anni l'Italia, e l'Europa per come uno suo cittadino è stato massacrato. Giulio. Negando ogni collaborazione, ogni passo verso la verità e giustizia. 
Intanto,come comunica il governo egiziano il ministro del turismo Rania Mashaat ha sottolineato che il ministero cercherà di utilizzare la tecnologia di prim'ordine per promuovere il turismo egiziano. E da qui nasce la collaborazione con la CNN e Mediaset. In Italia, l'Egitto verrà promosso dal programma Freedom Oltre Il Confine.  Che si incentrerà sull'Egitto. Andrà in onda dal 22 maggio. Ci si chiede come può un programma con questo titolo, tra le altre cose, fare delle puntate sull'Egitto, quale sarebbe questa libertà oltre il confine che esisterebbe in Egitto, visto che libertà sta all'Egitto come l'acqua sta al deserto?  Un Paese che ha confinato diritti e libertà fuori dal proprio territorio? Visto il chiaro intervento del governo egiziano su questa attività promozionale, volendo o non volendo, pubblicizzare in questo modo l'Egitto, significherà fare il gioco di chi oggi è al governo in quel Paese. Sinceramente, almeno dalla CNN, ci si aspettava un comportamento diverso.
mb

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