Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Vent'anni di sistema INVALSI, milionate di euro, per cosa?



Mediamente il costo della macchina INVALSI  è sui 20 milioni di euro l'anno.  L’INVALSI è l’Ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico che ha raccolto come si legge sul loro sito, in un lungo e costante processo di trasformazione, l’eredità del Centro Europeo dell’Educazione (CEDE) istituito nei primi anni settanta del secolo scorso.
Le prime prove risalgono niente meno che all'anno scolastico  2001-02 Prove INVALSI campionarie in matematica in V primaria e III secondaria di I grado. 
Ma sarà solo dopo qualche anno che inizieranno a strutturarsi in modo più capillare e diffuso. Una carrozza che nel corso del tempo è costata allo Stato milionate di euro, a cui si aggiungono le varie ricerche, i vari progetti, tutto l'indotto che vi è ovviamente connesso. Ma tutto ciò a cosa è servito? E' stato il sistema più contestato probabilmente nella storia dell'Istruzione italiano di questo ultimo decennio, per anni contrastato da scioperi, certo, non avevano percentuali epocali, ma il dibattito che ne derivava era significativo. Dalla questione dell'anonimato, allo stress a cui sono sottoposti gli studenti, all'utilizzo della manodopera del personale scolastico per svolgere attività per una realtà terza, al rischio dell'ingerenza nella libertà d'insegnamento. Per non parlare dello stato di conflittualità all'interno della scuola. Prove censuarie, sostenute da tutti gli studenti delle classi oggetto di rilevazione, ma come è noto sul totale delle scuole e delle classi partecipanti viene estratto un campione con metodo a due stadi: nel primo stadio sono campionate le scuole e nel secondo, di norma, due classi intere per ogni scuola selezionata allo stadio precedente. I risultati delle analisi statistiche alle quali i dati delle prove sono stati sottoposti sono riportati nel rapporto per l’Italia nel suo insieme, per ciascuna delle regioni e per ognuna delle cinque macro-aree in cui il territorio italiano è suddiviso: Nord Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria), Nord Est (Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna), Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia), Sud e Isole (Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). Le materie oggetto di prova sono una prova di Italiano e una di Matematica. Gli studenti del grado 5 e del grado 8, per la prima volta nel 2018, hanno sostenuto, in aggiunta alle prove di Italiano e di Matematica, anche una prova di Inglese, articolata in due parti: una di comprensione dell’ascolto (listening) e una di comprensione della lettura.
Una delle forze attualmente al governo aveva nel proprio programma la revisione del sistema INVALSI, il M5S, visto che è stato votato in gran parte dal mondo della scuola. Ma di ciò se ne è persa traccia nel contratto di governo. E' vero che l'INVALSI non fa parte ora dell'esame di Stato, ma è sempre funzionale all'ammissione dello stesso  e certifica le competenze in sostanza ed il problema di fondo si pone soprattutto alla scuola elementare, o meglio scuola primaria, dove non si capisce proprio il senso di queste prove, che hanno un costo. 
A cosa è servito l'INVALSI in questi vent'anni? Quali risultati ha prodotto nella scuola? Quale miglioramento è stato ottenuto nelle scuole italiane? Nella didattica? Quale il bilancio? Qualcuno dovrà pur farsela qualche domanda, oppure si deve continuare a investire milionate di euro in un sistema di cui sinceramente non se ne comprende più la ragione di esistere?

mb

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