Passa ai contenuti principali

Trieste, tra via della Seta e Hollywood e le figuracce internazionali


Trieste, da bocca sull'Adriatico di Vienna, si prepara a diventare ponte tra Oriente ed Occidente per Pechino. Trieste che continua ad essere oggetto e soggetto per il cinema, grande e piccolo, una cartolina bellissima, Hollywood ne è rimasta ammaliata, pare. Anche se è una città che è in ritardo rispetto alle grandi capitali europee su più fronti, a partire dal sistema turismo, provinciale, in tal senso, una sorta di speriamo che me la cavo. Un gioiello ancora allo stato grezzo, che quando scoperto incanta. Meriterebbe sicuramente di meglio rispetto a quelle figuracce internazionali che continua a collezionare, come se fosse una sorta di raccolta di francobolli di figure barbine, di cui faremmo tutti a meno. E l'elenco non è mica breve. Gesù forse direbbe: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. E Marx probabilmente evidenzierebbe che gli uomini fanno la propria storia. E la storia che si sta scrivendo è pessima. A partire dalla rimozione dello striscione per la verità per Giulio Regeni dal palazzo "sipario" del Municipio di Piazza dell'Unità. Nella Trieste, città del mare, che si prepara alla via della Seta, anticipata idealmente da quella linea da cui nacque una portacontainers ricca di merce da distribuire in più porti, da Oslo, a Londra, da Sydney a Mombasa. Merce per il mondo, merce nel mondo.Il disegno di Guarino. Città di mare, del mare, città della Barcolana. E nel 2018 venne censurato il manifesto di Marina Abramovic. Un manifesto, semplice, banale, immediato, ma potente a livello comunicativo. Siamo tutti nella stessa barca, diceva il messaggio. Ed il contesto era semplicemente di natura ambientalista. Ma qualcuno lo ha letto in chiave "politica" sulla questione immigrazione, e parte il timbro della censura. E che dire della locandina che pubblicizzava un lavoro durato mesi, di alcuni ragazzi e ragazze del Liceo Petrarca di Trieste per una mostra dal titolo "razzismo in cattedra"? O del corteo dei fascisti del terzo millennio? E della coperta del clochard gettata nel bidone dell'immondizia? E del divieto di piazza Unità al primo gay pride della storia di Trieste? Il non invito degli atleti africani, alla mezza maratona di Trieste, che ha fatto il giro del mondo in 80 secondi e la marcia indietro dovuta alle reazioni che vi sono state, per non parlare delle questioni "storiche" e poi che altro ancora deve accadere? Fatti diversi, intenti diversi, motivazioni diverse, ma che non hanno fatto bene al nome e all'immagine di Trieste che cerca di uscire dal suo provincialismo periferico per diventare una città all'altezza delle più importanti città europee, in quella Europa unita nella diversità. Motto che a Trieste deve ritornare ad essere protagonista quanto prima.
mb

Commenti

Post popolari in questo blog

A Trieste fare gli auguri in sloveno proprio, proprio no se pol...ma c'è il greco

Niente da fare. Non ci riescono. Ma proprio non ci riescono. E' vero che ci sarebbe una legge che contemplerebbe l'esercizio del bilinguismo anche nella città di Trieste. Ci sarebbe, ma viene applicata per non essere volgarissimi, alla ad minchiam. Che gli sloveni ed il ceppo linguistico slavo facessero parte delle radici di Trieste, non conta un fico secco.  Un Pelinkovac e il fico secco indigesto va giù.
E neanche a natale si è più buoni. Altro che a natale puoi. Ma che. Figurarsi. Zero concessioni. Mentre l'attenzione si è totalmente focalizzata sulla stella cadente al contrario, per non farla cadere, farla resistere alla bora, e qui si potrebbe scrivere una storia tipicamente triestina, o meglio raccontare una storia tipicamente triestina,  tra chi tifa bora e chi rimane ipnotizzato dalla cometa al contrario, non può però non attirare l'attenzione quella solita fila di alberi di natale, scelti uno ad uno, pare, di persona, personalmente, per dirla alla Catarella, …

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione? La matematica non è una opinione qualcuno disse...

1) per un calcolo della superficie e della capienza, il limite preso di misura è un numero di 4 persone/mq,

2) Piazza del Popolo ha una metratura di di 17.100 mq con una capienza massima e teorica di 68.400 ;
3) Piazza san Giovanni ha una superficie di 39.100 mq, con una capienza totale, quindi, di 156.000 persone.

Direi che è arrivato il momento di non dare più i numeri...
Marco B.

MANIFESTARE A ROMA, QUANDO I PARTITI DANNO I 'NUMERI' - La fisica, con il principio della impenetrabilità dei solidi, insegna che due oggetti non possono occupare lo stesso spazio. Eppure c'é chi ritiene che questo classico teorema non si applichi alle persone, soprattutto se convocate in un determinato luogo ad esprimere pubblicamente la loro opinione politica. Fuor di metafora: quando si tratta di conteggiare i partecipanti alle manifestazioni, i partiti "danno i numeri".

Nes…

Centinaia di ricercatori universitari scrivono alle Università inglesi: Basta collusioni con l'Egitto

Una lettera aperta di centinaia di accademici, ricercatori, per chiedere la fine della collaborazione tra le Università del Regno Unito ed il regime di Al Sisi.
Condanniamo l'ondata di repressione che ha spazzato l'Egitto in risposta alle pacifiche proteste che criticano l'attuale presidente Abdel Fattah al-Sisi. Attivisti per i diritti umani affermano che dal 20 settembre sono state arrestate oltre 3000 persone, tra cui i professori Hazem Hosny e Hassan Nafaa dell'Università del Cairo, gli avvocati Mahienour el-Massry, Mohamed Salah Agag e altri colleghi, Alaa Abdelfattah e molti personaggi politici, attivisti, giornalisti e attivisti per i diritti umani. Siamo allarmati dal fatto che Boris Johnson creda che il Regno Unito possa compiere "progressi positivi nelle nostre relazioni bilaterali" con il regime egiziano in tali circostanze.

Siamo anche profondamente preoccupati che, ancora una volta, le università del Regno Unito stiano dimostrando la loro disponibi…