L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Se in Inghilterra impazza la detector archeologia. Mentre in Italia migliaia di beni li teniamo nei magazzini



Oltre 78 mila (78.000) oggetti archeologici, alcuni dei quali preziosi, sono stati registrati nel solo 2017 su base volontaria  grazie all'attività dei dectorists del metallo  che hanno trovato il 93% dei beni. Come evidenzia il The Guardian.  
Se in passato dectoristi ed archeologici erano in contrasto, per incomprensioni dovute ad invasioni di campo, o meglio comportamenti percepiti come tali, ora il tutto ha preso una piega diversa. E questa collaborazione ha permesso di portare alla luce beni importanti, alcuni splendidi, come una statua di Minerva di 2000 anni fa, ad esempio.Se in Inghilterra vanno alla ricerca di preziosi e beni antichi per poi esporli nei musei, in Italia, le cose vanno proprio al contrario. Tra città sepolte, come Aquileia, tra migliaia di beni chiusi nei magazzini, per non parlare di quel patrimonio umano, di studiosi, archeologici, e similari che spesso sono costretti ad inventarsi altri lavori per sopravvivere, quando l'Italia potrebbe vivere solo di bellezza e turismo culturale, potendo diventare il più importante e grande museo a cielo aperto del nostro mondo.
Marco Barone

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