Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Al Vaticano un abete espiantato in FVG, mentre al palazzo della Regione tre abeti abbattuti dal maltempo


Alto 23 metri, pesa 40 quintali e ha 65 anni e di ciò che ne rimarrà verranno fatti dei giocattoli per i più piccoli. E lì dove è stato espiantato verrà collocata una targa per ricordare questo evento. Quale? Ma è l'albero che regna sovrano per questo Natale in piazza San Pietro. Il tutto dopo la strage, l'ecatombe di alberi che ha conosciuto il FVG. Certo, mica si poteva sfigurare con sua santità. Tanto ne sono stati abbattuti a migliaia, uno in più cosa vuoi che possa significare? Però nel palazzo della Regione in FVG, in compenso, ci saranno, udite udite, tre abeti di Natale, che arrivano direttamente da Paluzza, dalla foresta di Pramosio, come simbolo "della volontà di ripartenza". Quando vedrete questi abete, se mai li vedrete, un pensierino fatelo anche al povero abete di 23 metri e 65 anni, abbattuto per farci belli con il Vaticano. Anche quello è simbolo, di che? Di ripartenza? Spunto di riflessione per quanto accaduto nel tremendo ottobre friulano?

Marco Barone




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