Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

FVG nuovamente caso nazionale, su Piazzapulita, dal corteo dei casapoundisti alla "caccia" ai migranti, alla "caccia" alla libertà




Raccontare il '900 è difficile. Ci vorrebbe un secolo per raccontare un secolo intero, o meglio il secolo breve. Forse il più complesso di sempre. Ma non abbiamo questo tempo. Un secolo, il '900, il più turbolento e violento dell'intera storia dell'umanità, quello che ha procurato più morti, distruzione, dolore e sofferenze su scala globale. Dittature in ogni dimensione, spazio. Ma è stato anche il secolo del riscatto, delle varie forme di resistenza, di ordini sociali avversi che si son contrapposti. Non abbiamo il tempo di raccontarlo a dovere, ma stiamo facendo i conti con ciò che è sopravvissuto a quel tempo. Ai fascismi di ieri, con i colori e le modalità del ventunesimo secolo. Come il corteo del 3 novembre di Trieste, in modo vergognoso autorizzato, e che ha visto, comunque una risposta di Trieste con 10mila manifestanti. Come non si vedeva da decenni. Su Piazzapulita è emersa tutta l'inquietudine che quel corteo ha rappresentato, immagine inquietante per la Trieste che sperava di lasciarsi il secolo breve alle spalle. Ma quel secolo breve è qui, nuovamente. O meglio, cerca di recuperare spazi e dimensioni. Viviamo in una società disastrata, scuole in stato pietoso, sanità in stato disastrato, il lavoro finito su chi l'ha visto, ed uno stato non in grado di affrontare e risolvere i suoi problemi, deve andare alla caccia delle streghe.
E le streghe di oggi sono i migranti. Contro cui scaricare tutto l'odio sociale e le colpe delle nostre colpe e responsabilità. Ed in FVG è emersa una sorta di caccia al migrante, come denunciato su Piazzapulita. Da respingimenti in stile effetto domino che partono dall'Italia e finiscono in Bosnia, dove la situazione è esplosiva.  Quando dalla Francia vennero i migranti spediti in Italia come pacchi, ribellione del popolo inferocito. Quando dall'Italia li rispediamo come pacchi in Bosnia, tramite Slovenia e Croazia. Silenzio. Tutto regolare. Tra smentite e altro, dopo l' inchiesta del Piccolo che portò alla luce questo fatto calò il silenzio. Ma Dopo quello che è emerso a Piazzapulita qualcuno una domanda se la farà?  Mancano solo le ronde per la caccia ai migranti in una regione militarizzata, che vorrebbe diventare fortezza nella grande fortezza europea, in quelle contraddizioni enormi che connotano una democrazia oramai in affanno. E tutto ciò è estremamente pericoloso. Ma anche caccia (nel senso di ricerca) alla libertà, da parte di chi non ha più nulla da perdere e tutto da conquistare, a partire da quella felicità, che nessun confine e frontiera potrà mai negare fino a quando si crederà ancora nei valori dei diritti umani, nonostante tutto.
Marco Barone

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