Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Un Paese senza spirito di umanità, è un Paese votato a quel male che pensavamo di aver sconfitto

Le leggi sono leggi, ciò che è legale non è detto che sia legittimo. Anche le leggi razziali furono legali, ma non per queste furono legittime. Viviamo in un tempo dove le parole chiave sono legalità, disciplina, fermezza. Un tempo si sarebbe detto ordine e disciplina. Siamo lì. Si censura ciò che infastidisce, ciò che può sollevare anche un minimo risveglio della propria sopita coscienza, per chi la coscienza ancora la possiede, si bandisce ciò che non è conforme al proprio pensiero, intraprendendo la via del pensiero unico, e cercando di motivare il tutto tramite scusanti ridicole, perchè non hanno a volte neanche il coraggio di rivendicare le proprie azioni, rischierebbero di essere sbeffeggiati dal resto del mondo che ci guarda inorriditi. Non è un momento facile per l'Italia, un Paese dove il razzismo che è stato sempre un problema, ora è coperto e legittimato dal sentimento dominante diffuso, un Paese dove si arresta, casualmente alla vigilia del 3 ottobre, Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, chi coltiva quello spirito di umanità disobbedendo ad un sistema ingiusto che ha assassinato nel mare nostrum, come piace a qualcuno chiamare il Mediterraneo, diventato presto però mare mostrum migliaia di sventurati, la cui unica colpa era di essere povera, di colore e del continente "nero". Abbiamo perso lo spirito di umanità in Italia, un Paese che si è incattivito in modo profondo. Un Paese che non riuscendo ad affrontare in modo deciso i propri problemi, le proprie colpe e responsabilità, anche a causa di una mancata Norimberga, va alla ricerca sempre del capro espiatorio diabolico e perfetto. Ora l'Europa, ora i migranti, ora i "buonisti". La storia si ripete, ma non nello stesso modo, con sfumature diverse, con accenti diversi, ma il succo del tema, amaro, acerbo, aspro, sarà sempre lo stesso. L'Italia sta ritornando ad essere un Paese votato a quel male che abbiamo con estrema fatica sconfitto, o che pensavamo di aver sconfitto. Tutto ciò lascia sconcertati, basiti e forse impreparati ma soprattutto con un profondo senso di dolore, dentro. Cosa stiamo diventando?

Marco Barone

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