Chiusura dei negozi nei giorni festivi. Il FVG fa retromarcia rispetto al passato. Approva mozioni per limitare aperture

I grandi centri di distribuzione espongono a bella vista la scritta a caratteri cubitali, aperto di domenica, a significare che non chiudono mai. Il FVG è stata una delle regioni più liberali d'Italia in tal senso. Arrivando a prevedere fino a 29 domeniche di apertura ogni anno a partire dalla legge regionale del 2005. Poi arriverà il Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, con Legge n. 214/2011, ed il Governo Monti normerà la liberalizzazione degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali senza eccezioni e su tutto il territorio nazionale.
Che il FVG sia un concentrato di centri commerciali è un fatto notorio. E la provincia di Gorizia ha un primato non certamente positivo in tal senso. E quando i centri commerciali sono aperti non si può impedire alle persone di andare in questi luoghi. Troppi estremi hanno determinato disastri. Si creano città finte, outlet, si svuotano i centri storici veri, sempre più desertici. Ora il FVG ha deciso di invertire marcia. Almeno negli intenti. Approvate due mozioni che dovrebbero impegnare il Governo a regolamentare diversamente quella liberalizzazione selvaggia che non ha certamente fatto bene al Paese. Lo scopo è quello di rimettere la regolamentazione alle regioni, ma questo non significa che ciò possa essere sempre un bene. Ricordando quello che si è detto in premessa, il FVG è stata la regione che ha liberalizzato di più in Italia, ancor prima degli interventi centrali in tal senso. E' una questione di sensibilità e priorità. Le priorità in questo momento devono essere quelle di riuscire a tutelare quel piccolo commercio al dettaglio che è stato demolito dalla globalizzazione selvaggia. Il made in Italy oggi non significa più nulla, così anche tutto il resto come un piccolo e devastante effetto domino.

Marco Barone

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