L'organizzazione O che ha anticipato GLADIO aveva come principale obiettivo il monfalconese ma fu Gorizia ad avere il primato di strutture paramilitari

Da pochi mesi è disponibile una mole di documentazione enorme che riguarda l'attività della commissione Moro (XVII legislatura),  come desecretata dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Tra i vari documenti che interessano le indagini sulle zone ancora oggi tutt'altro che pienamente risolte sull'omicidio di Moro e gli agenti della sua scorta ve ne sono alcuni focalizzati su GLADIO e le organizzazioni di guerra ritenute non ortodosse che hanno avuto affermazione anche nel nostro territorio. Come la Organizzazione O    derivata dalla analoga organizzazione "Osoppo", che a sua volta traeva origine dalla omonima formazione partigiana anticomunista. Secondo quanto affermato in una scheda informativa proveniente dal Sismi alla quale ha attinto anche il Comitato Parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza per la relazione presentata il 4 marzo 1992, dopo la smobilitazione della formazione partigiana, avvenuta in data 24 giugno 194...

Quale il futuro del FVG?

La domanda tra le domande. Quale il futuro del FVG? Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale, grazie al suo plurilinguismo, alle sue radici latine, slave e germaniche. Nata nel 1963, ha affrontato mille peripezie in un '900 travagliato come non mai, circondata da Austria e Slovenia e da un Veneto sempre più vorace e dall'Alto Adriatico. 215 i Comuni, una regione di poco più 1 milione di abitanti, frammentata in 18 UTI, fallite ancor prima di nascere, ritorneranno probabilmente se non le 4 storiche province, altri enti intermedi, una regione con diverse regioni al suo interno, dal Friuli, a Trieste, dalla Carnia, alla Bisiacaria, dalla zona di Pordenone, al basso Friuli e via dicendo. Tante identità, specificità, regione che potrebbe essere ponte verso l'Est e l'Ovest, ma ad oggi non si sa che direzione voglia intraprendere. E' andata avanti, soprattutto nel goriziano e nel triestino per decenni a colpi di zone franche e zone speciali, con quell'assistenzialismo italiano che si è rivelato un boomerang quanto questo è venuto meno.  Mentre il Friuli e Pordenone sono andati avanti con le proprie gambe. Una regione difficile, circondata, e che rischia di essere stritolata se non alza presto la testa cercando di capire di che vita vivere o morte morire. A volte si son fatti passi più lunghi della gamba, a volte non si è mosso proprio alcun passo. Serve un progetto per il FVG,  una visione che vada oltre la canonica giornata e l'anno civile, perchè se si continua così questa piccola regione di confine orientale italiano quale futuro potrà mai avere? Continuare ad essere in balia degli eventi non è la strada giusta da percorrere in una terra che spesso, non riuscendo ad andare avanti, si è trincerata nella conflittualità della propria contorta storia, dove ha trovato riparo, nostalgia, pur di evitare di osare e sognare e progettare il proprio avvenire.

Marco Barone

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