Il disastro ferroviario tra Monfalcone e Ronchi evitato per un soffio

Provate a immaginare la scena, perché è una storia straordinaria e, al tempo stesso, assolutamente agghiacciante. Siamo nel mese di ottobre del 1981, precisamente  alla stazione di Nabresina, è sera, sono circa le dieci di un giorno qualunque. C'è la solita routine ferroviaria: gli operai stanno eseguendo delle manovre di routine per spostare sedici vagoni merci da un binario all'altro. Niente di speciale, lavoro quotidiano. Solo che a un certo punto la locomotiva addetta alla manovra dà una spinta. Ma non una spinta normale, prudente: dà una spinta tremenda , un colpo secco, decisamente troppo forte. E succede  una cosa pazzesca, che questi sedici vagoni, stracarichi di merci, superano il segnale di sosta e partono. Da soli. Senza motrice, senza frenatori a bordo, per pura forza d'inerzia! E imboccano la linea verso Monfalcone-Ronchi, che in quel tratto è in discesa. Invece di rallentare,  raggiungono i vagoni una velocità incredibile. Da mettere i brividi. Questi v...

Quale il futuro del FVG?

La domanda tra le domande. Quale il futuro del FVG? Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale, grazie al suo plurilinguismo, alle sue radici latine, slave e germaniche. Nata nel 1963, ha affrontato mille peripezie in un '900 travagliato come non mai, circondata da Austria e Slovenia e da un Veneto sempre più vorace e dall'Alto Adriatico. 215 i Comuni, una regione di poco più 1 milione di abitanti, frammentata in 18 UTI, fallite ancor prima di nascere, ritorneranno probabilmente se non le 4 storiche province, altri enti intermedi, una regione con diverse regioni al suo interno, dal Friuli, a Trieste, dalla Carnia, alla Bisiacaria, dalla zona di Pordenone, al basso Friuli e via dicendo. Tante identità, specificità, regione che potrebbe essere ponte verso l'Est e l'Ovest, ma ad oggi non si sa che direzione voglia intraprendere. E' andata avanti, soprattutto nel goriziano e nel triestino per decenni a colpi di zone franche e zone speciali, con quell'assistenzialismo italiano che si è rivelato un boomerang quanto questo è venuto meno.  Mentre il Friuli e Pordenone sono andati avanti con le proprie gambe. Una regione difficile, circondata, e che rischia di essere stritolata se non alza presto la testa cercando di capire di che vita vivere o morte morire. A volte si son fatti passi più lunghi della gamba, a volte non si è mosso proprio alcun passo. Serve un progetto per il FVG,  una visione che vada oltre la canonica giornata e l'anno civile, perchè se si continua così questa piccola regione di confine orientale italiano quale futuro potrà mai avere? Continuare ad essere in balia degli eventi non è la strada giusta da percorrere in una terra che spesso, non riuscendo ad andare avanti, si è trincerata nella conflittualità della propria contorta storia, dove ha trovato riparo, nostalgia, pur di evitare di osare e sognare e progettare il proprio avvenire.

Marco Barone

Commenti