Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

A 70 anni dalla Carta dei diritti umani in Italia arrivano gli ispettori ONU.Tappa anche in FVG e Monfalcone?

A dicembre saranno 70 gli anni di quella che viene comunemente definita come la Carta Magna per tutta l'Umanità. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata il 10 dicembre del '48 verrà ratificata dall'Italia il 15 settembre del 1978. Tradotta in più di 200 lingue ed è uno dei documenti più avanzati al mondo, ancora oggi, in materia di tutela dei diritti umani. A partire dal suo meraviglioso articolo 1 quando si dice che "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza." Ora, come è noto,in Italia arriveranno gli Ispettori dell'Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR), che è parte integrante del Segretariato delle Nazioni Unite, ed ha per mandato specifico della comunità internazionale, il compito di promuovere e difendere i diritti umani, ed è presieduto dall'Alto Commissario per i Diritti Umani. Che in Italia ci sia un problema di razzismo è un fatto notorio. Razzismo che si accanisce contro più soggettività, dall'omofobia ai cittadini "stranieri". Razzismo che in questo periodo storico difficilissimo, dove si sta assistendo ad uno scontro importate tra nazionalismo, sovranismo, ed europeismo, vede l'Europa chiudersi a riccio, con il rischio effettivo che muri, confini e frontiere ritornino ad essere una deprimente realtà. Basta pensare che in una regione come il FVG la sola incidenza dello 0.36% di richiedenti asilo rispetto ai residenti è bastata per militarizzare confini e determinare effetti domini di intolleranza sconcertanti. E l'Italia sta diventando la prima fortezza d'Europa in tal senso. Razzismo generalizzato che colpisce il Paese indistintamente da Nord a Sud, da Est ad Ovest. Nessuno ne è immune, nessuna località può sentirsi immune. Ed è giusto intervenire, essere monitorati ed attenzionati, come accade nelle zone di guerra e nei Paesi dove la democrazia è optional se non inesistente. Farebbero bene gli ispettori a fare un salto anche dalle parti di Monfalcone, visto quello che sta accadendo ultimamente e anche nella nostra regione.
Cittadina che farebbe gli stessi abitanti di una un paio di vie di una città metropolitana dove c'è un problemino. Non potendosi mettere il numero di tetto per stranieri, non potendola rendere formalmente a numero chiuso per "stranieri" nella sostanza è in quella direzione che sta rischiando di finire? Visto che si ripete come una litania senza fine che ci sono "troppi stranieri"? Dalle panchine tolte dalla piazza della Repubblica, al famigerato tetto per alunni stranieri nelle scuole, all'incentivo alle iscrizioni per i residenti italofoni, che hanno favorito esclusione e non inclusione, ad alcuni benefici previsti solo a chi è residente in città con cittadinanza italiana da almeno 10 anni, i famigerati "monfalconesi doc", alla questione del velo, passando dall'ordinanza nota come "birra calda" già adottata in modo non proprio efficace in realtà come Pisa, Bologna o Rimini, e chissà che altro ancora succederà. Un visita a Monfalcone, per sapere se è tutto nella norma quello che accade oppure se il sentimento sempre più diffuso sia effettivamente nocivo per l'affermazione dei principi di cui alla Carta Magna che compie la bellezza di 70anni in un mondo sempre più ostile. Giusto così, per toglierci il dubbio anche noi comuni mortali.
Marco Barone

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