Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

"Qui si parla solo italiano"

Il Friuli Venezia Giulia è una regione dove si mescolano senza mai confondersi radici slave e latine. Nazionalismi piccoli e grandi qui hanno avuto una storia, una storia fatta di drammi, sofferenze di varia natura. Da esodi dimenticati come quello di quasi 100 mila sloveni non appena l'Italia vinse la prima guerra mondiale al contro esodo, più noto, che ha riguardato le minoranze italiane in Slovenia e Croazia tra la seconda guerra mondiale e l'immediata fine della stessa. Esodi e contro esodi che sono sempre stati una costante di queste zone, come successo anche negli anni '90 tra Serbi e Croati ad esempio nella guerra di dissoluzione della Jugoslavia.  Lingua, cultura, identità.  Qui si parla italiano. Una storia con cui gli sloveni del Friuli e della Venezia Giulia hanno dovuto fare i conti non solo durante i periodi del fascismo ma anche dopo. Come negli anni '60 come viene ricordato in un blog delle minoranze linguistiche del Friuli "bardo-lusevera-dintorni-news". Taipana, un minuscolo Comune del Friuli, da 600 abitanti, Tipàna, che in base al censimento degli anni '70 registrava il 75% della popolazione appartenente alla minoranza linguistica slovena. Nome italianizzato come tanti altri in queste terre. In una seduta del consiglio comunale, ci fu uno scontro tra il consigliere comunale  Tedoldi Guerino (Vojmir)  ed il Sindaco di allora sull'utilizzo dello sloveno in aula. E venne evidenziato dal Tedoldi che "erano  finiti i tempi in cui sulla porta del comune c'era scritto "Qui si parla solo italiano".

Giornalista per il quotidiano in lingua slovena di Trieste "Primorski Dnevnik", tra i fondatori e il primo direttore del giornale Matajur, voce degli sloveni della Slavia Friulana, pubblicò, come Edicije Tedoldi Videm (Edizioni Tedoldi Udine), la traduzione in italiano del libro dello slavista russo Izmail Ivanovič Sreznevskij "Frjuljskie slavjane", con il titolo di "Gli Sloveni del Friuli", era sicuramente una persona attiva e sensibile su questa tematica. 
Una questione quella della tutela della propria identità e lingua che ancora oggi fa discutere, vi è qualche giapponese nella giungla che pensa di essere ancora nell'ottocento, ma è anche vero che effettivamente si è innescata una retromarcia temporale molto importante. Il Friuli Venezia Giulia è una regione che ha conosciuto due guerre mondiali, il fascismo prima ancora della marcia su Roma, il razzismo, le leggi razziali applicate ancor prima della loro proclamazione, avvenuta non a caso a Trieste. Son passati tutti da qui, come si è detto, e forse di questi passaggi si ricordano più macerie che altro. Una terra fertile per i razzismi ma che ha saputo anche resistere e respingerli ma non sconfiggerli.

Marco Barone
si ringrazia Olgica per le informazioni e non solo 

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