Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Quella nostalgia per un mondo in bianco e nero che non tornerà più

Ultimamente vi è una moda in alcune località. Collocare delle foto in bianco e nero, che raccontano i luoghi di una volta, la società passata. Come a Grado, come prossimamente a Monfalcone e chissà ancora altrove. Foto piccole o grandi che vorrebbero fermare il tempo e raccontare ciò che è stato. Un salto nel passato, nostalgico, che non tornerà più. Foto che hanno un loro fascino, una loro storia, una loro bellezza, un loro senso e anche scopo. Che può essere turistico e anche politico. Il mondo di oggi è diverso, un mondo che corre verso i 10 miliardi di esseri umani, plurale, multietnico, che trasformerà i luoghi, le culture, le tradizioni, i contenitori cambieranno insieme ai contenuti.
Ed allora  per alcuni forse  sarà anche meglio trovar riparo in qualche foto, in quel tipico e fumoso era una volta, c'era una volta.
Già, c'era una volta, come iniziavano le favolette per bambini, che grazie al cielo non tornerà più. Così mentre percorrerai una strada che oggi fatichi a digerire per ciò che è diventata a livello sociale, meglio far scorrere lo sguardo su ciò che è stata quella strada, piazza o via nei tempi in cui si camminava ancora con le carrozze. Un mondo primitivo, di cui noi siamo certamente figli ma che abbiamo superato, nonostante qualcuno cerchi, andando contro il tempo e la storia, di tirare il freno a mano, consumando inutilmente freni e gomme, perchè il mondo avanza e indietro non si torna.

Marco Barone

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