I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Quella nostalgia per un mondo in bianco e nero che non tornerà più

Ultimamente vi è una moda in alcune località. Collocare delle foto in bianco e nero, che raccontano i luoghi di una volta, la società passata. Come a Grado, come prossimamente a Monfalcone e chissà ancora altrove. Foto piccole o grandi che vorrebbero fermare il tempo e raccontare ciò che è stato. Un salto nel passato, nostalgico, che non tornerà più. Foto che hanno un loro fascino, una loro storia, una loro bellezza, un loro senso e anche scopo. Che può essere turistico e anche politico. Il mondo di oggi è diverso, un mondo che corre verso i 10 miliardi di esseri umani, plurale, multietnico, che trasformerà i luoghi, le culture, le tradizioni, i contenitori cambieranno insieme ai contenuti.
Ed allora  per alcuni forse  sarà anche meglio trovar riparo in qualche foto, in quel tipico e fumoso era una volta, c'era una volta.
Già, c'era una volta, come iniziavano le favolette per bambini, che grazie al cielo non tornerà più. Così mentre percorrerai una strada che oggi fatichi a digerire per ciò che è diventata a livello sociale, meglio far scorrere lo sguardo su ciò che è stata quella strada, piazza o via nei tempi in cui si camminava ancora con le carrozze. Un mondo primitivo, di cui noi siamo certamente figli ma che abbiamo superato, nonostante qualcuno cerchi, andando contro il tempo e la storia, di tirare il freno a mano, consumando inutilmente freni e gomme, perchè il mondo avanza e indietro non si torna.

Marco Barone

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