Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Quel salto verso la libertà di Ondina e Margherita



Un pomeriggio di agosto, afoso, un clima tipicamente estivo. Lì a cercare riparo sotto qualche albero, alla ricerca dell'ombra come l'ancora di salvezza, dove poter respirare. Mentre vai alla ricerca dell'ombra, camminando per le strade della Bisiacaria, tra il Friuli e Trieste, la cui storia fa rima con Resistenza, ti arriva una mail. La apri ed è Gianni, il figlio di Ondina. "Sinceramente mi piacciono troppo queste due immagini, quasi simmetriche, per non farne qualcosa!".

Si apre così l'email di Gianni, sempre attivo per i diritti, per concretizzare gli insegnamenti di quella donna eccezionale che è stata sua mamma, Ondina, ricordata da tutti per essere stata la prima staffetta partigiana, ma in realtà è stata tanta roba Ondina Peteani.  Apri il file allegato e vedi due foto incredibili. 
Ondina Peteani

Margherita Hack
Due donne, che daranno tanto anche al "nostro" territorio, con uno sfondo rupestre, immortalate nell'atto massimo della libertà dell'individuo. Sospeso tra il cielo e la terra, per superare quell'oltre, per andare oltre. Entrambe con lo sguardo verso il basso e libere di essere, di volare di osare. Un salto verso la libertà.Uno scatto verso la libertà. Come la loro vita. Ondina Peteani e Margherita Hack, due donne straordinarie, eccezionali, che hanno lottato, sognato, amato, voluto un mondo diverso, senza diseguaglianze, con diritti, di fratellanza, di rispetto per la propria identità, il proprio essere, un mondo senza confini e frontiere. Difendendo sempre la nostra Madre Carta, a partire dai suoi principi fondamentali, per una società senza discriminazioni, senza fascismi, per quella internazionalizzazione dei rapporti, quella globalizzazione dei diritti umani, che in parte l'Europa dei popoli, senza frontiere e confini idealmente doveva recepire.
Due donne che hanno contribuito nella loro dimensione e umana grandezza a costruire l'Europa unita. Una foto del '900, uno scatto verso la libertà immortalato nel gesto di due donne il cui insegnamento non dovrà essere invano.

Marco Barone 

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