Se il tempo si è fermato in quel 25 gennaio 2016

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  Dopo dieci anni decidi di andare a rileggere le prime dichiarazioni a caldo, del dittatore egiziano, pronunciate dopo il ritrovamento del corpo di Giulio. La freddezza di stile istituzionale, le solite clausole di stile verrebbe da dire, dalle condoglianze, alle esortazioni per venire a conoscenza delle ragioni che hanno portato all'uccisione di Giulio e poi gli elogi, immancabili, reciproci, si legge : " Renzi ha ringraziato  Sisi per le sue sincere condoglianze, elogiando uno spirito di cooperazione dimostrato dalla parte egiziana " . Parole. Che lasciano il segno. Certo, poi verrà richiamato per consultazioni l'ambasciatore, ma la sensazione che quel gesto del richiamo fu più per una maschera politica che per reale convinzione nessuno la potrai mai e poi mai cancellare, anche perché poi hanno parlato i fatti. I soldi, gli accordi, il commercio, le relazioni politiche, la strepitosa normalizzazione dei rapporti tra Italia ed Egitto, dal turismo, alla ricerca, beff...

Prima gli italiani? Discriminati i bisiachi. Prima i bisiachi

Difendere le proprie radici culturali, la propria storia, la propria identità e la propria lingua. Che poi questa sia un dialetto poco importa. Nelle scuole della Bisiacaria, zona cuscinetto tra il Friuli e Trieste, vi è una concentrazione di italiani preponderante. Eccessiva. Non ci può essere integrazione se tutti parlano italiano. Applicato il tetto per i non italofoni, pur non capendosi sulla base di cosa si identifichi in via presuntiva un bambino come italofono, sussiste una emergenza che rischia di portare all'estinzione quella specificità che ha connotato la storia di questa piccola regione del confine orientale italiano. Il bisiaco. 
La nostra cultura. Le nostre radici. Il nostro popolo. Prigioniero tra due acque, Timavo e Isonzo, due fiumi non sacri alla patria, ma sacri ai bisiachi, si rischia l'estinzione del bisiaco a causa dell'eccessiva italianizzazione di queste terre iniziata nei tempi che furono soprattutto con una importazione di terroni impressionante assimilati in cabibi.
Troppi italiani, pochi bisiachi. Il bisiaco a breve diventerà uno sconosciuto, un qualcosa che si potrà leggere neanche nei libri di storia, ma nei libri locali racchiusi in qualche scaffale di una biblioteca del mandamento. Spazio permettendo. Il prima gli italiani ha comportato una discriminazione, una esclusione sociale importante nei confronti dei bisiachi. Il doc è minato nelle sue fondamenta. Ed allora avanti tutta con il prima i bisiachi. Si pretende un tetto di italiani nelle classi del 30%, per salvaguardare una specie sociale in via di estinzione, come le tigri, nel mondo ne sono rimaste solo meno di 4 mila e visto il calo demografico sussistente in Bisiacaria e Friuli Venezia Giulia è allarme rosso o nero.

Marco Barone

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