Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Per ritrovare le radici del FVG devi salire a 1800 metri di altezza sulle Alpi Giulie


Nessuna scalata epocale, ma basta pagare il biglietto della funicolare che da Tarvisio ti conduce al santuario di Monte santo di Lussari. Oppure, se hai più pazienza, tempo ed il fisico regge, puoi percorrere a piedi il tratto che ti condurrà in cima. Tra croci e pellegrinaggi che ebbero luogo fin da 16° secolo, con una piccolo presepe a dimensione turistica mentre smarrisci il tuo sguardo oltre i 2000 metri della cima cacciatori


la regina del piccolo borgo è  una chiesa che ha conosciuto mille peripezie, dai divieti di celebrazione alla distruzione a causa delle guerre che hanno martoriato questa fetta di terra anche in alta montagna. E lì leggi una targa che ricorda le origini di questa terra. Radici latine, slave e germaniche. Tra sentimenti religiosi, laici, e tradizioni popolari.
Che sono quelle che porteranno alla specialità statuaria del FVG, con il suo plurilinguismo che qualche giapponese nella giungla nazionalista e italianissimo vorrebbe ancora oggi mettere in discussione. 
Qui si incontravano i latini, germanici e gli slavi. E si incontrano ancora oggi. E domani chissà.

Marco Barone

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