Ci risiamo con il terrorismo in Europa. L'ONU l'aveva detto guai ad abbassare la guardia

L'ultimo grande attentato dell'ISIS in Europa è stato quello di Barcellona, il 17 agosto del 2017. Poi vi è stato un calo costante, azioni nel corso del tempo mai comprese se fossero terroristiche o meno, si liquidava il tutto come atto proprio di un fuori di testa,  come se gli islamisti fossero persone con la testa sulle spalle, ed il tutto spariva dai media. Fino a quando non si torna a colpire, in modo simbolico, senza procurare danni rilevanti, ma con l'effetto immagine potente, nel centro di Londra, in un luogo che doveva essere super protetto. Nei pressi del Parlamento inglese. Non ci è voluto molto. Una macchina ad alta velocità, si scaglia contro i pedoni, ancora una volta i civili bersaglio mobile preferito e tanti saluti.  







L'ONU, neanche a farlo apposta, aveva appena lanciato l'allarme.
Nonostante sembrava essere sparito dalla regia mediatica il problema terrorismo con la relativa guerra allo stesso, c'era e c'è. Estremi come operati da alcuni importanti media che hanno portato da un lato alla rinascita impattante dei nazionalismi in Europa per come gestite le "informazioni" in materia e dall'altro quasi a rimuovere il senso del pericolo del terrorismo islamista. Cortocircuito di un sistema informativo incredibile.  Faranno di tutto per ridimensionare il fatto o non ricondurlo ad un gesto "terroristico", contrariamente da come accadeva fino ai fatti di Barcellona.
Sono quasi 30mila i combattenti tra ISIS e Al Qaeda ancora attivi in Iraq e Siria e l'ONU evidenziava che anche se il tasso di attentati terroristici in Europa è effettivamente sceso,"ritengono che i fattori alla base del terrorismo siano tutti presenti e forse più acuti che mai". Il 14 agosto 2018 si ricomincia, con Londra. Vittime, panico, feriti, e quel suono delle sirene, continue, che ti entra in testa come il rumore fastidioso di un martello pneumatico.
Marco Barone

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