I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

La lotta per la verità per Giulio Regeni continua, mentre in Egitto si continuano a reprimere le libertà



Oggi sono 28 mesi dal sequestro che porterà all'assassinio di Giulio. Una enormità. Ma la lotta per questa battaglia fondamentale non si arresta. Mentre in Egitto, invece, gli arresti continuano. Contro giornalisti, blogger, persone influenti o che collaborano per arrivare alla verità per Giulio. E' in corso la staffetta, lo sciopero della fame, per chiedere la liberazione di Amal Fathy.

Continuano a dedicarsi a Giulio spazi ed aule, mentre in altri casi qualche striscione o bandiera non è più visibile. In altri casi ti domandi per quanto tempo verrà ancora esposto, in altri ancora quando verrà, invece, esposto, lo striscione giallo, diventato simbolo e colore di questa nuova resistenza per i diritti umani. Perchè se non si ha rispetto per i diritti umani, per la persona, non si può pretendere di maturare alcun sentimento di rispetto nella nostra società.
28 mesi sono una enormità. 28 mesi di pressioni verso un regime che di democratico non ha neanche la brutta copia della sua immagine, sono stati significativi e per nulla scontati. Vi è chi ha ceduto ai compromessi, mettendo al primo posto gli affari di stato, tradotto in modo comprensibile il business delle aziende italiane che fanno profitti con l'Egitto, e ve ne sono tante anche del Friuli Venezia Giulia. Un Paese, quello italiano, che di ingiustizie ne ha subite tantissime, sembra essere stato fondata la nostra Repubblica sotto il segno dell'ingiustizia, dell'inganno, della menzogna, del compromesso non accettabile. Dal caso Moro alla strategia della tensione, alle stragi, alle vittime di mafie, depistaggi, calunnie, sono state una costante nella storia di questo Paese che attende mille verità. Riuscire ad ottenere quella per Giulio significa aver posto un fondamentale gesto per aprire quel vaso di Pandora del nostro mondo, demolendo ogni inganno e società dell'apparenza. Vaso che contiene mali, ingiustizie che affliggono democrazie e libertà e diritti umani anche per il nostro Paese soggetto ad una memoria storica così breve da divenire oscena. Ed è anche per questo che 28 mesi di lotta continua, giorno dopo giorno, sono un qualcosa di potente ed incredibile, nonostante tutto, per lo stato in cui anche l'Italia è ridotta.

Marco Barone 

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