Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

La lotta per la verità per Giulio Regeni continua, mentre in Egitto si continuano a reprimere le libertà



Oggi sono 28 mesi dal sequestro che porterà all'assassinio di Giulio. Una enormità. Ma la lotta per questa battaglia fondamentale non si arresta. Mentre in Egitto, invece, gli arresti continuano. Contro giornalisti, blogger, persone influenti o che collaborano per arrivare alla verità per Giulio. E' in corso la staffetta, lo sciopero della fame, per chiedere la liberazione di Amal Fathy.

Continuano a dedicarsi a Giulio spazi ed aule, mentre in altri casi qualche striscione o bandiera non è più visibile. In altri casi ti domandi per quanto tempo verrà ancora esposto, in altri ancora quando verrà, invece, esposto, lo striscione giallo, diventato simbolo e colore di questa nuova resistenza per i diritti umani. Perchè se non si ha rispetto per i diritti umani, per la persona, non si può pretendere di maturare alcun sentimento di rispetto nella nostra società.
28 mesi sono una enormità. 28 mesi di pressioni verso un regime che di democratico non ha neanche la brutta copia della sua immagine, sono stati significativi e per nulla scontati. Vi è chi ha ceduto ai compromessi, mettendo al primo posto gli affari di stato, tradotto in modo comprensibile il business delle aziende italiane che fanno profitti con l'Egitto, e ve ne sono tante anche del Friuli Venezia Giulia. Un Paese, quello italiano, che di ingiustizie ne ha subite tantissime, sembra essere stato fondata la nostra Repubblica sotto il segno dell'ingiustizia, dell'inganno, della menzogna, del compromesso non accettabile. Dal caso Moro alla strategia della tensione, alle stragi, alle vittime di mafie, depistaggi, calunnie, sono state una costante nella storia di questo Paese che attende mille verità. Riuscire ad ottenere quella per Giulio significa aver posto un fondamentale gesto per aprire quel vaso di Pandora del nostro mondo, demolendo ogni inganno e società dell'apparenza. Vaso che contiene mali, ingiustizie che affliggono democrazie e libertà e diritti umani anche per il nostro Paese soggetto ad una memoria storica così breve da divenire oscena. Ed è anche per questo che 28 mesi di lotta continua, giorno dopo giorno, sono un qualcosa di potente ed incredibile, nonostante tutto, per lo stato in cui anche l'Italia è ridotta.

Marco Barone 

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