Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Richiedenti Asilo: la sconcertante posizione del Comune di Fogliano "case private vietate ai migranti"


Questo è un territorio che ha conosciuto le peggiori cose a livello storico, ma anche importanti momenti di solidarietà, ciò è confermato dai gemellaggi che alcuni Comuni, vedi quello di Ronchi con Wagna, rinnovano periodicamente a memoria della prima profuganza che hanno conosciuto i nostri cittadini a causa della  "grande" guerra, poi una seconda ondata si è registrata,quando questo territorio è stato occupato dall'Italia, nella prima guerra mondiale, verso il sud. Profuganza per guerra, ma anche tante sono state le migrazioni economiche, verso località lontane come l'Argentina, l'Australia, o più vicine come la Germania, per citarne alcune. Un territorio che è sempre stato "multietnico" che ha accolto manovalanza proveniente da varie regioni e località, a partire dal Sud Italia, che ha comportato anche un mero arricchimento culturale per questo territorio. Il comune di Ronchi sino ad oggi, nonostante la sua storia, non aveva aperto le porte ai richiedenti asilo, nonostante le difficoltà espresse da una provincia in fase di implosione, perchè, si è detto non vi era disponibilità. Si è mossa una realtà privata, anche se per poche persone, la Chiesa, avendone la possibilità e nonostante qualche meschino mugugno ciò ha avuto apprezzamento da parte di Ronchi, proprio per la sua storia, perchè qui la solidarietà è di casa. Ma nel confinante Comune, quale quello di Fogliano, la cui parrocchia appartiene a quella ronchese, si è dato subito lo stop ad una iniziativa similare, perchè sarebbe stato approvato un regolamento comunale che in sostanza vieterebbe una situazione similare a quella di Ronchi. Eppure nello Statuto del Comune di Fogliano si legge che il detto Comune  "promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico ispirandosi ai principi della Costituzione" ed ancora che "l’attività amministrativa del Comune di Fogliano Redipuglia è improntata ai principi di democrazia, di partecipazione, di solidarietà (...)". Quale rispetto dei principi Costituzionali? Quale solidarietà? Stante quell'atto regolamentare? Non è dato sapere. Quello che è dato sapere è che tale situazione la si può considerare solamente indecente ed in contrasto con i principi della nostra Costituzione, perchè l'articolo 3 della Costituzione, ad esempio, si applica anche ai migranti, ai richiedenti asilo, cosa che a Fogliano così come in altre località farebbero bene a ricordare.

Marco Barone

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