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Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

La violenza negli stadi, un problema irrisolto che continua a crescere



E’ stato pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive il report del girone di andata dei campionati professionistici di calcio, stagione 2017/2018. Si evidenzia che il documento contiene il raffronto tra la stagione in corso e quella precedente, tenendo in considerazione che quella attuale annovera meno incontri di quella precedente. Ancora una volta un primato di cui essere per nulla fieri: "La serie A veste la 'maglia nera', avendo fatto registrare l’incremento più rilevante delle criticità, con un unico punto a favore costituito dalla ripresa della partecipazione di pubblico, mentre la serie B si migliora in ogni indicatore". Il tutto in un contesto in cui è stato evidenziato da altre inchieste l’infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro calcio. Si assiste ad una ripresa, seppur contenuta, di condotte delinquenziali/incivili sulle vie di trasporto. Tale andamento mette in luce ancora profonde carenze assenze delle società calcistiche e delle Leghe, con eccezione in rari casi, lasciando che il nuovo modello di gestione sia «applicato» unicamente lato Forze Ordine. I dati riportati sono chiari:

Incontri con feriti: sono aumentati da 19 a 30; feriti tra i civili: sono aumenti da 13 a 23; feriti tra le Forze dell’ordine: aumentati da 21 a 24; feriti tra gli steward: aumentati da 1 a 3; persone arrestate: sono aumentate da 18 a 25; persone denunciate: sono aumentate da 343 a 431.




Certo, poi si devono registrare situazioni a dir poco surreali, dove trovi tifosi che vengono multati e sanzionati se espongono lo striscione o la bandiera in memoria di Federico Aldrovandi, mentre poco o nulla succede a chi inneggia a fascismi e razzismi, un paradosso di un sistema andato totalmente in cortocircuito o forse semplicemente perfettamente in linea con lo spirito di questi nostri tempi di cui il calcio ne è parte integrante e spesso vetrina.
 
Marco Barone 

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