I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

Un video per Giulio e per tutte le Giulia e i Giulio del mondo




Ogni sera fino al 25 gennaio su TG LA7 Tg La7 News Enrico Mentana trasmetterà un video appello di mamma Paola, di una potenza comunicativa assoluta, in quel momento, quando scorrevano le immagini del corto realizzato da  Marco Bechis, su un film che ha colpito #GiulioRegeni "Garage Olimpo", destino beffardo verrebbe da dire, si è fermato tutto, senza parole. 

Ti entreranno dentro quelle di Paola e vedrai le immagini scorrere come un fiume impetuoso, un fiume che travolgerà ogni respiro e battito e rinforzerà a dismisura le emozioni e la pretesa della #veritàpergiulioregeni


Marco Barone 



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