Per una nuova questione "Isontina" dal lavoro, all'immigrazione,dalle mafie,al fascismo,alla sanità


Continua a calare, goccia dopo goccia, giorno dopo giorno, la popolazione di tutto il FVG e dell'Isontino, intendendosi per "semplificazione" la destra e sinistra Isonzo, l'ex provincia di Gorizia, come frammentata dalle UTI. Attualmente è sotto i 140 mila abitanti. Un territorio piccolo, che avrebbe enormi potenzialità, ma profondamente in difficoltà e crisi, a partire dalla questione lavoro. Si è perso il conto delle fabbriche diventate  oramai  scatole grigie e  vuote. Dove una volta si lavorava, si faticava, oggi si raccontano solo storie, si condividono ricordi, si guardando cubi di cemento vuoti in attesa che qualcuno possa riportarli in vita. Ma chi? In un territorio dopato per decenni da politiche assistenzialiste italiane? Venute meno queste è precipitato in modo rovinoso, a partire da quando si è chiusa la questione storica dei "confini".
Il tasso di disoccupazione è intorno al 10%, superiore a quello regionale. In FVG le persona in cerca di occupazione sono all'incirca 40 mila, i giovani inattivi che non sono impegnati in attività formative costituiscono una particolare categoria, i “Neet”, ossia i giovani non occupati né in istruzione, sono circa 28 mila giovani tra i 15 e i 29 anni.

Un disastro in una regione che è di poco superiore ad un milione di abitanti. E quando perdi il lavoro è difficilissimo ritrovarlo in Italia figurati in una zona come questa. Così come si dovrebbe rivedere profondamente il sistema dei contributi pubblici a favore dei privati, che prima usufruiscono di benefici pubblici e poi magari di punto in bianco decidono di lasciare in mezzo alla strada centinaia di lavoratori. Che dire del caso Eaton di Monfalcone, che sta facendo tremare l'intera Bisiacaria dove centinaia di lavoratori rischiano di perdere il lavoro. Il tutto arrivato come una tempesta non prevista,almeno nella misura così come si è realizzata?
I lavoratori non vogliono ammortizzatori sociali, ma lavoro e dignità, quella che il sistema sottrae giorno dopo giorno.

In FVG nel 2016 vi è stato un calo di 1000 imprese rispetto all'anno prima. Nel corso del 2016 si sono registrate 5.264 iscrizioni di imprese e 6.242 cessazioni (6.073 al netto delle cancellazioni d’ufficio). .L’imprenditorialità giovanile si è mantenuta inferiore alla media nazionale: nel 2016 i titolari di ditte individuali con meno di 30 anni costituivano il 4,8%, a livello nazionale il 6,3%. Ed anche nel settore delle cooperative ci sono problemi. Rispetto ad un anno prima il numero di cooperative in FVG si è ridotto del 2,3%, in particolare le cooperative di produzione e lavoro si sono ridotte del 4,9%; sono aumentate, invece, le cooperative sociali, dell’1,4%, e quelle di conferimento di prodotti agricoli e allevamento, dell’1,5%.

Il lavoro è un problema enorme, ancor più in un territorio depresso come quello dell'Isontino, e dove le condizioni di lavoro vanno assolutamente monitorate e difese, non si devono accettare, perchè la crisi o post-crisi lo impone, situazioni al ribasso, perchè la scelta che qui si sta affermando ovunque, grazie a strumenti legislativi tremendi, dal pacchetto Treu alla legge Biagi Maroni al JobsAct è o lavoro ultraprecario o ultraflessibile o stai a casa.

Problemi ci sono nella sanità, nel sociale. A partire dalla riduzione dei posti letto, vi è stata una riduzione di quasi il 6%, la chiamano razionalizzazione. Ovvero tagli, come anche voluti dalla diabolica spending review sanitaria. Una indecenza totale, in una regione che ha una popolazione anche di età abbastanza alta, il sistema va rivisto profondamente. D'altronde basta fare un salto in qualsiasi pronto soccorso per vedere le file a cui si è soggetti, o le liste di attesa per le case di riposo, dove il lavoro delle badanti, spesso in condizioni di lavoro pessime, è diventato un surrogato esistenziale vitale per moltissimi anziani. La sanità ed il sociale sono una questione importante in FVG come in tutto l'Isontino.  
Per non parlare del problema immigrazione, dove hai un CARA, a Gradisca, che "accoglie" centinaia di richiedenti asilo, si parla di cifre tra i 500 ed i 700 circa, quando sarebbe attrezzato per "accoglierne" non più di 250/300.  E gli effetti si vedono sulle rive dell'Isonzo, in un territorio dove l'accoglienza diffusa è fallita a partire dalla vergogna tutta nostrana, quale quella di Gorizia, con richiedenti asilo abbandonati nel bel mezzo della strada con omissioni di soccorso sistemiche e metodiche ed il peggio è stato evitato solo grazie al mondo del volontariato. Eppure una sana e organizzata accoglienza istituzionale sarebbe oltre che atto doveroso e conforme ai diritti umani anche una grande importante occasione di lavoro per tutti se sapientemente gestita. 
O che dire delle questioni mafie che hanno attenzionato da tempo l'area del monfalconese? Su cui ancora si fatica, a livello di dibattito pubblico, a comprenderne la problematicità? O del solito problema del fascismo "storico", in un territorio che ha pagato un prezzo enorme per le barbarie compiute dal nazifascismo, e che si è saputo riscattare con la resistenza per mezzo della quale soprattutto italiani e sloveni hanno ritrovato unità e solidarietà, dopo decenni di divisioni determinate dalle politiche fasciste. Un territorio dove in modo inaccettabile vi è chi riceve collaboratori dei nazisti come la Decima Mas con tanto di onori, a che ricorre a celebrazioni di occupazione di città straniere come quella di Fiume e personaggi razzisti come D'Annunzio, che vede presente, appunto, anche quello stendardo della Decima Mas.
D'altronde basta ricordare cosa è accaduto per il centenario dell'entrata in guerra dell'Italia, vi è stata la manifestazione nazionale dei fascisti del terzo millennio a Gorizia, contrastata con una manifestazione enorme antifascista promossa dall'Osservatorio regionale antifascista del FVG.  Senza dimenticare la vicenda complessa di Dominutti a Monfalcone strumentalizzata dai soliti nostalgici.
E poi ancora vi è la questione delle tutele che devono essere garantite alle minoranze linguistiche, ad esempio come a Gorizia nei confronti dello sloveno, che sembra ancora essere ferma agli anni della guerra fredda. 

Così come sarà necessario investire seriamente nell'istruzione, nella cultura, potenziando e sostenendo progetti che mettano la Cultura al primo posto, più teatri, più biblioteche, soprattutto da realizzare lì dove non ci sono, e potenziare lì ove sarà necessario farlo, attuare politiche di sostegno a favore delle piccole librerie, sostenere gli spazi di aggregazione giovanile e meno colate di cemento per opere faraoniche passando dalla tutela dell'ambiente alla salvaguardia del Carso, dei fiumi, dell'Adriatico, della "nostra" natura, al contrasto radicale del fenomeno dell'abbandono scolastico e dispersione scolastica,  per una scuola pubblica e dignitosa, al problema del "disagio giovanile" senza dimenticare la tutela dello sport a partire da quello dilettantistico che è la vera essenza dello sport made in FVG per arrivare a quello professionistico.

Insomma, se non nel FVG nel suo complesso, sicuramente nell'Isontino vi è una grave questione "isontina" che è della massima urgenza e dovrà essere affrontata con la massima priorità, altrimenti questo territorio sprofonderà nell'abisso più totale. E sicuramente la soluzione non potrà essere data da chi nel corso di questo tempo è stata causa o concausa di questo problema enorme. Il programma di potere al popolo nei suoi punti basilari sicuramente è un grande elemento che può determinare la rinascita di questo territorio, voluto dall'Italia a prezzo altissimo, con centinaia di migliaia di morti e feriti, e poi, una volta conquistato, semplicemente abbandonato al suo infelice destino.

Marco Barone
Candidato di nel collegio n° 2 del Camera(Altipiano carsico,Provincia di ,Cervignanese, Cividalese ed area prealpina orientale)

Commenti