Altro che la storiella degli "immigrati"che portano via il lavoro, chiude Eaton a Monfalcone







L'Isontino e la Bisiacaria sono un territorio politicamente debole, economicamente depresso. Vi è un tasso di disoccupazione impressionante, il numero di chi non cerca più lavoro è in costante crescita rispetto ad una popolazione che continua a diminuire. Perdere un posto di lavoro nell'Isontino è un gran guaio, perderne un centinaio, ancora, è un disastro sociale enorme, immane, perchè il lavoro qui non c'è, nonostante qualcuno racconti storielle diverse e presenti tanti segni più che in Italia ed in FVG non rappresentano la realtà delle cose. La realtà ci dice che il lavoro è una emergenza e che quando un territorio è politicamente inconsistente i grandi colossi avranno autostrade spianate per procedere con le delocalizzazioni e chiusure dei propri siti. Si legge che Eaton avrebbe complessivamente nel mondo un fatturato, nel 2013, di ben 22 miliardi di dollari, e sul loro sito evidenziano che è stata nominata come una delle aziende più etiche del mondo dalla rivista Ethisphere.
Non so che etica abbiano in casa Eaton, so solo che lasciare a casa un centinaio di lavoratori ha un valore etico pare a zero. In Italia il diritto del lavoro è stato smantellato a partire dal rimosso, dalla memoria, pacchetto Treu che ha introdotto elementi di flessibilità rovinosi, poi il disastro totale è stato compiuto con la nota legge Biagi/Maroni per arrivare al completamento del film horror in materia di distruzione dei diritti dei lavoratori con il fantomatico Jobs Act.
Mentre qualcuno è vissuto con la propaganda che gli stranieri ci portano via il lavoro, che gli immigrati ci portano via il lavoro, distraendo i lavoratori dal vero bersaglio e favorendo una meschina guerra tra poveri, con diritti sempre di più al ribasso, baggianate uniche, i grandi colossi si permettono di fare quello che vogliono perchè il nostro sistema lo consente, nonostante la nostra Costituzione prevederebbe strumenti di controllo sociale significativi ed importanti.
Ora è il momento della solidarietà, si deve evitare che questa lotta sia solo per gli ammortizzatori sociali, la lotta deve essere per il diritto al lavoro in un territorio che non riesce più ad alzare la testa.
Marco Barone

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