Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Mettiamo un benedetto sistema "Tutor" sulla strada Costiera di Trieste

“Avevo una città bella tra i monti rocciosi e il mare luminoso. Mia perché vi nacqui, più che d’altri mia che la scoprivo fanciullo, ed adulto per sempre a Italia la sposai col canto”. Questa è la poesia di Saba che si può leggere in una piccola piazzola, collocata vicino alla galleria di Dante o Mussolini, questione di prospettiva, dove vi è ancora una fontanella che ha impresso il vecchio malefico fascio.

La strada Costiera di Trieste, una delle più suggestive d'Italia, è stata aperta alla viabilità tra il 1928 e 1929. I limiti di velocità sono mediamente di 80 km/h. Ma una delle cose che più ti rimarrà impressa è il numero di lapidi collocate lungo tutto il tragitto che inizia praticamente dall'area di Portopiccolo fino al cippo che ricorda i Km che dividono Trieste con Berlino, lì si riportano 1180 km, anche se in linea d’ aria è 765.3 km e 1.082 km in automobile.


Ero già intervenuto nel 2012 con una proposta che ora non posso che, appunto, riproporre. Ciò perchè su quella strada continuano a verificarsi incidenti tremendi, anche mortali. Si corre come matti. Non capita una sola volta, e ripeto una sola volta, di assistere a manovre azzardate da parte di motociclisti o automobilisti. Si va da chi guida con estrema lentezza a chi guida con estrema frenesia. La via di mezzo pare non essere contemplata. Di incidenti ne son accaduti di tutti i tipi su quel tratto, anche se il più tragico in assoluto è quello accaduto in quel maledetto luglio del 1977, 15 morti e 35 feriti, un bus precipitava nel pastino sottostante, un vigneto posto a una dozzina di metri più in basso del piano stradale.

Vogliamo o non vogliamo mettere una sorta di "Tutor" adeguato a quel tragitto stradale? Io non vedo altre soluzioni. Poi è anche vero che i mezzi di trasporto di oggi son sempre più potenti, sempre più veloci e le strade non si adeguano alla tecnologia ed i limiti di velocità rimangono spesso ai tempi di Barabba però...

Marco Barone

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