Mettiamo un benedetto sistema "Tutor" sulla strada Costiera di Trieste

“Avevo una città bella tra i monti rocciosi e il mare luminoso. Mia perché vi nacqui, più che d’altri mia che la scoprivo fanciullo, ed adulto per sempre a Italia la sposai col canto”. Questa è la poesia di Saba che si può leggere in una piccola piazzola, collocata vicino alla galleria di Dante o Mussolini, questione di prospettiva, dove vi è ancora una fontanella che ha impresso il vecchio malefico fascio.

La strada Costiera di Trieste, una delle più suggestive d'Italia, è stata aperta alla viabilità tra il 1928 e 1929. I limiti di velocità sono mediamente di 80 km/h. Ma una delle cose che più ti rimarrà impressa è il numero di lapidi collocate lungo tutto il tragitto che inizia praticamente dall'area di Portopiccolo fino al cippo che ricorda i Km che dividono Trieste con Berlino, lì si riportano 1180 km, anche se in linea d’ aria è 765.3 km e 1.082 km in automobile.


Ero già intervenuto nel 2012 con una proposta che ora non posso che, appunto, riproporre. Ciò perchè su quella strada continuano a verificarsi incidenti tremendi, anche mortali. Si corre come matti. Non capita una sola volta, e ripeto una sola volta, di assistere a manovre azzardate da parte di motociclisti o automobilisti. Si va da chi guida con estrema lentezza a chi guida con estrema frenesia. La via di mezzo pare non essere contemplata. Di incidenti ne son accaduti di tutti i tipi su quel tratto, anche se il più tragico in assoluto è quello accaduto in quel maledetto luglio del 1977, 15 morti e 35 feriti, un bus precipitava nel pastino sottostante, un vigneto posto a una dozzina di metri più in basso del piano stradale.

Vogliamo o non vogliamo mettere una sorta di "Tutor" adeguato a quel tragitto stradale? Io non vedo altre soluzioni. Poi è anche vero che i mezzi di trasporto di oggi son sempre più potenti, sempre più veloci e le strade non si adeguano alla tecnologia ed i limiti di velocità rimangono spesso ai tempi di Barabba però...

Marco Barone

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