Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Gorizia: meglio una targa a tutte le vittime del terrorismo, intanto l'IS minaccia l'Italia per natale



A Gorizia si vorrebbe collocare una targa nel parco della Rimembranza per ricordare le vittime del terrorismo islamico. Ciò non è condivisibile. Perchè non si tratta di terrorismo islamico, ma islamista. Le prime vittime del terrorismo islamista sono i musulmani. Ma qui non si tratta di fare una gara a chi più ha subito vittime, ma se avessimo chiamato terrorismo cristiano le vittime cagionate da chi ha fatto le crociate, o pensiamo agli incappucciati del Ku Klux Klan gruppi della “Christian Identity", giusto per fare alcuni esempi non esaustivi, sicuramente si farebbe o sarebbe stata una generalizzazione fuorviante e pericolosa.

Come è stato scritto da più analisti del terrorismo non conosceremo la sua fine durante le nostre vite, subirà diverse evoluzioni od involuzioni, muterà strategia, ci saranno periodi di tregua e periodi violentissimi, la paura diventerà la norma, lo stato di sicurezza minerà la libertà, perchè sicurezza e libertà non possono convivere, un compromesso è inevitabile passando dalla rinuncia di qualcosa di importante. Gli slogan sono una cosa, la realtà è ben altra cosa. Per arrivare allo stato di disinteresse nel momento in cui ti abituerai a convivere con queste situazioni. A tutti può capitare di trovarsi nel posto sbagliato nel maledetto momento sbagliato, è successo a Barcellona, in una giornata afosa, in quel maledetto 17 agosto, che ti lascerà dei segni indelebili per sempre. Centinaia di feriti, 16 morti. Bastava un qualche minuto in più o in meno e sarebbe potuta cambiare la vita di tanti. Così è stato ovunque questo terrorismo diabolico ha colpito, che trae origine dal radicalismo religioso, sperando di colmare i vuoti enormi di una società, con ideologie reazionarie, perchè è lì che ti sentirai realizzato, è lì che sarai qualcuno, perchè accetti una promessa di una vita migliore nell'oltre mondo che una vita infernale in questo mondo. Tanti perchè, tante motivazioni, ma che nel corso del tempo e della nostra storia hanno avuto una sola costante, in tutte le forme di terrorismo, politico o religioso, o senza colore, colpire soprattutto i civili indifesi. Il terrorismo è sempre stato un mero atto di guerra conseguente forse ad una guerra più grande, non sempre dichiarata ed effettuata con i metodi convenzionali. E' più giusto dedicare una targa alle vittime di tutti i terrorismi, con una chiara convergenza politica, e non dedicare una targa alle sole vittime del terrorismo "islamico", perchè così si farebbe un danno. Intanto, le nostre città sono sempre più "blindate" anche visivamente, mentre l'IS continua a minacciare l'Italia, invitando a colpire durante queste vacanze natalizie, come ha reso noto SITE che monitora il terrorismo globale, ma di ciò non se ne è data notizia, meglio non sapere.

Marco Barone

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