Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Il referendum a Grado sull'accoglienza richiedenti asilo è incostituzionale? E se vince il no?




La democrazia passa attraverso il canale dell'informazione, della consultazione, attraverso la via della decisione organica e partecipata. Ma ci sono alcune materie non disponibili. Perchè non disponibili sono alcuni diritti, cioè diritti che tutelano fondamentali valori umani, sociali, che possono ben coincidere con le norme della Costituzione. Potrebbe essere ammissibile un referendum sulla cessione del diritto di voto individuale? Potrebbe essere ammissibile un referendum sul diritto alla vita? Potrebbe essere ammissibile un referendum sulla propria integrità fisica? No. Neanche a livello consultivo.

Perchè lo Stato è chiamato a garantire e tutelare il diritto alla vita, all'integrità fisica o psichica dei suoi cittadini. E' chiamato a tutelare i diritti fondamentali che non sono disponibili. E certamente tra i diritti indisponibili vi rientra quello d'asilo. Lo Stato è composto dai Comuni. I Comuni sono chiamati a dare il loro contributo in materia di accoglienza, di solidarietà. Non è una questione di si potrebbe, o piacerebbe, ma di dovere civico, giuridico, etico, morale e costituzionale. 

Disatteso nella maggior parte dei Comuni italiani e del FVG. Altro che accoglienza diffusa. Un referendum sull'accoglienza è a parer mio inammissibile e forse anche incostituzionale, anche se consultivo e privo di qualsiasi valore giuridico e legale, perchè si metterebbe in discussione sostanzialmente tramite un percorso istituzionale il diritto di asilo che è tra i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, accordi e Convenzioni e Trattati.
Se dovesse vincere  il no, cosa si farebbe a Grado? Non si ospiterebbe nessun richiedente asilo? E se questo strumento del referendum consultivo trovasse estensione ovunque in Italia? In un Paese logorato da dibattiti stupidi, dove si parla solo di emergenza immigrazione, diventata alibi del fallimento del nostro Paese?

Che poi non è neanche una emergenza? Sarebbe un precedente assolutamente catastrofico in un Paese dove è la politica della pancia a prevalere rispetto a quella della testa. La Prefettura, la principale articolazione territoriale governativa dello Stato italiano, cosa pensa di tutto ciò? Il tutto in un territorio goriziano che dovrebbe prepararsi alla chiusura del CARA, all'apertura del miniCIE senza aver ancora capito dove verranno collocati i circa 500/600 richiedenti asilo lì collocati.

Marco Barone

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