Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Il referendum a Grado sull'accoglienza richiedenti asilo è incostituzionale? E se vince il no?




La democrazia passa attraverso il canale dell'informazione, della consultazione, attraverso la via della decisione organica e partecipata. Ma ci sono alcune materie non disponibili. Perchè non disponibili sono alcuni diritti, cioè diritti che tutelano fondamentali valori umani, sociali, che possono ben coincidere con le norme della Costituzione. Potrebbe essere ammissibile un referendum sulla cessione del diritto di voto individuale? Potrebbe essere ammissibile un referendum sul diritto alla vita? Potrebbe essere ammissibile un referendum sulla propria integrità fisica? No. Neanche a livello consultivo.

Perchè lo Stato è chiamato a garantire e tutelare il diritto alla vita, all'integrità fisica o psichica dei suoi cittadini. E' chiamato a tutelare i diritti fondamentali che non sono disponibili. E certamente tra i diritti indisponibili vi rientra quello d'asilo. Lo Stato è composto dai Comuni. I Comuni sono chiamati a dare il loro contributo in materia di accoglienza, di solidarietà. Non è una questione di si potrebbe, o piacerebbe, ma di dovere civico, giuridico, etico, morale e costituzionale. 

Disatteso nella maggior parte dei Comuni italiani e del FVG. Altro che accoglienza diffusa. Un referendum sull'accoglienza è a parer mio inammissibile e forse anche incostituzionale, anche se consultivo e privo di qualsiasi valore giuridico e legale, perchè si metterebbe in discussione sostanzialmente tramite un percorso istituzionale il diritto di asilo che è tra i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, accordi e Convenzioni e Trattati.
Se dovesse vincere  il no, cosa si farebbe a Grado? Non si ospiterebbe nessun richiedente asilo? E se questo strumento del referendum consultivo trovasse estensione ovunque in Italia? In un Paese logorato da dibattiti stupidi, dove si parla solo di emergenza immigrazione, diventata alibi del fallimento del nostro Paese?

Che poi non è neanche una emergenza? Sarebbe un precedente assolutamente catastrofico in un Paese dove è la politica della pancia a prevalere rispetto a quella della testa. La Prefettura, la principale articolazione territoriale governativa dello Stato italiano, cosa pensa di tutto ciò? Il tutto in un territorio goriziano che dovrebbe prepararsi alla chiusura del CARA, all'apertura del miniCIE senza aver ancora capito dove verranno collocati i circa 500/600 richiedenti asilo lì collocati.

Marco Barone

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