L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Il referendum a Grado sull'accoglienza richiedenti asilo è incostituzionale? E se vince il no?




La democrazia passa attraverso il canale dell'informazione, della consultazione, attraverso la via della decisione organica e partecipata. Ma ci sono alcune materie non disponibili. Perchè non disponibili sono alcuni diritti, cioè diritti che tutelano fondamentali valori umani, sociali, che possono ben coincidere con le norme della Costituzione. Potrebbe essere ammissibile un referendum sulla cessione del diritto di voto individuale? Potrebbe essere ammissibile un referendum sul diritto alla vita? Potrebbe essere ammissibile un referendum sulla propria integrità fisica? No. Neanche a livello consultivo.

Perchè lo Stato è chiamato a garantire e tutelare il diritto alla vita, all'integrità fisica o psichica dei suoi cittadini. E' chiamato a tutelare i diritti fondamentali che non sono disponibili. E certamente tra i diritti indisponibili vi rientra quello d'asilo. Lo Stato è composto dai Comuni. I Comuni sono chiamati a dare il loro contributo in materia di accoglienza, di solidarietà. Non è una questione di si potrebbe, o piacerebbe, ma di dovere civico, giuridico, etico, morale e costituzionale. 

Disatteso nella maggior parte dei Comuni italiani e del FVG. Altro che accoglienza diffusa. Un referendum sull'accoglienza è a parer mio inammissibile e forse anche incostituzionale, anche se consultivo e privo di qualsiasi valore giuridico e legale, perchè si metterebbe in discussione sostanzialmente tramite un percorso istituzionale il diritto di asilo che è tra i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, accordi e Convenzioni e Trattati.
Se dovesse vincere  il no, cosa si farebbe a Grado? Non si ospiterebbe nessun richiedente asilo? E se questo strumento del referendum consultivo trovasse estensione ovunque in Italia? In un Paese logorato da dibattiti stupidi, dove si parla solo di emergenza immigrazione, diventata alibi del fallimento del nostro Paese?

Che poi non è neanche una emergenza? Sarebbe un precedente assolutamente catastrofico in un Paese dove è la politica della pancia a prevalere rispetto a quella della testa. La Prefettura, la principale articolazione territoriale governativa dello Stato italiano, cosa pensa di tutto ciò? Il tutto in un territorio goriziano che dovrebbe prepararsi alla chiusura del CARA, all'apertura del miniCIE senza aver ancora capito dove verranno collocati i circa 500/600 richiedenti asilo lì collocati.

Marco Barone

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