Restaurata la tomba della famiglia Fontanot e il Monumento Ossario Partigiano

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Quando parliamo di certe vicende, c’è un dettaglio che spesso ci sfugge. Noi vediamo una pietra tombale, magari consumata dal tempo, e ci sembra soltanto un pezzo di marmo abbandonato nell'erba. E invece no! Dietro quella pietra c’è una storia immane, una di quelle storie che ti stringono la gola. Prendete i Fontanot. A Ronchi, e non solo qui, questo nome vuol dire qualcosa di enorme. Durante la Seconda guerra mondiale questa famiglia viene travolta da una tragedia tremenda, di quelle che la Resistenza ha preteso da chi ha scelto di non stare a guardare. Giovanni, finisce deportato a Dachau. Amido, che fa il commissario nella Brigata Garibaldi Trieste, cade al fronte nel '44. Licio — un ragazzo, gappista — si toglie la vita in carcere pur di non parlare sotto le torture dei fascisti.  Uno solo sopravvive a quell'inferno: Vinicio, comandante nei GAP e poi di un battaglione della Brigata Proletaria. Una storia talmente titanica che a Metlika, con cui sia...

Sono i dilettanti a salvare il calcio in Italia ed in FVG


Siamo un Paese di dilettantistico verrebbe da dire leggendo i dati del report sullo stato del nostro calcio. E non è mica una vergogna ciò. Anzi.  
Come è noto il calcio è prevalentemente business ma non solo. Altrimenti questo sport, che a livello professionistico è appunto un lavoro serio, una professione piena, sarebbe già altro. E’ interessante sapere che a livello economico, il settore calcistico incide per il 46% del fatturato dello sport business mondiale (26,6 miliardi di euro rispetto ai 57,3 totali). Tra il 1996 e il 2015 i ricavi totali delle Top Division europee sono cresciuti in media ogni anno del 9,3% (da 2,8 a 16,9 miliardi).  Cifre impressionanti. Così come è importante sapere che sono circa poco più di 13 mila le società e 71 mila all’incirca le squadre affiliate alla FIGC. Un movimento importante con oltre un milione di tesserati tra calciatori, tecnici, arbitri e dirigenti.

Ma la vera sorpresa, se così possiamo chiamarla, arriva dal calcio dilettantistico. Che è forse quella dimensione che rende il calcio ancora uno sport amabile, radicato nei territori e calamita di passione e sportività genuina.
La vera risorsa di questo Paese. D’altronde basta leggere i giornali locali per vedere lo spazio che viene dedicato alle competizioni sportive locali, prevalentemente dilettantistiche, rispetto a quelle nazionali di carattere professionistico. In base ai dati come sussistenti il calcio dilettantistico e giovanile continua a rappresentare il principale movimento sportivo presente in Italia: nel 2015-2016 si contano 13.024 società e 70.479 squadre, per un totale di 1.050.708 calciatori (di cui il 64% impegnati nell’attività di Settore Giovanile e Scolastico)in termini di calciatori tesserati Lombardia (180.048), Veneto (108.117), Lazio (97.071), Toscana (82.499) ed Emilia Romagna (80.981) contano a livello aggregato per il 52,2% del totale.

In FVG vi sono poco più di 26 mila giocatori tra dilettanti e settore giovanile scolastico, con circa 266 società dilettantistiche, con un tesserato ogni 46 abitanti circa. 634 sono i campi da gioco in FVG.  Come è stato osservato a livello federale, “ i dati sui calciatori tesserati testimoniano quanto il calcio dilettantistico e giovanile rappresenti uno sport profondamente diffuso e radicato (a livello nazionale, circa un italiano su 58 risulta tesserato per una società di calcio)”. Ma quanto si investe realmente in questo sport? In questa dimensione, spesso abbandonata a se stessa ed ai sacrifici enormi dei singoli? 
Marco Barone 

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