Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

A Ronchi la voce delle donne per raccontare gli orrori della guerra di ieri e di oggi





Nella splendida cornice della piazza più bella di Ronchi, piazza Francesco Giuseppe,  l'associazione culturale Leali delle Notizie propone per settembre, giovedì 14 e venerdì 15, la breve ma importante rassegna "Ascoltare la guerra". Come spiega il presidente Luca Perrino "si tratta di due appuntamenti di prestigio che avranno quali protagoniste le donne e la loro sensibilità nell'affrontare un tema difficile, complicato e tragico come quello dei conflitti che hanno segnato e continuano a ferire il mondo". Donne protagoniste, donne che racconteranno due situazioni di guerra diversa. Quella tradizionale, la grande guerra, che è stata una carneficina umana pazzesca e che ha visto questo territorio essere in prima linea, verrà raccontata con il reading di e con Elisa De Zan "Scrittrici nella bufera: la parola alle donne". Si darà spazio alle voci femminile, che, come è stato reso noto nel comunicato stampa di presentazione dell'iniziativa "inaspettatamente si levarono per descrivere con coraggio, l'inferno che bruciò l'Europa tra il 1914 e il 1918. Fra queste alcune erano giornaliste, altre scrittrici, altre alcune rimasero anonime, ma tutte vollero affidare a carta e inchiostro la testimonianza di quella che fu la "loro" Grande Guerra."
Venerdì 15 settembre, in collaborazione con Pordenonelegge, alle 18.30 ci sarà la presentazione del libro di Anna Migotto e Stefania Miretti "Non aspettarmi vivo. La banalità dell'orrore nelle voci dei ragazzi jihadisti".  Una nuova guerra, atipica, non tradizionale, che si fatica ad inquadrare come tale, che colpisce l'Europa tramite la mano violenta anche di giovanissimi. Giovanissimi che nei Paesi dove l'Isis è presente vengono continuamente indottrinati alla morte, anche attraverso la scuola, la scuola che ti insegna a morire.
Nel comunicato stampa di presentazione dell'evento si evidenzia che "dopo anni di lavoro sul campo, due giornaliste italiane restituiscono per la prima volta le voci di una generazione «pericolosamente in bilico tra Europa e Califfato». Cercheremo di capire chi sono i ragazzi che si uniscono all'Isis e cosa li spinge a partire lasciandosi tutto alle spalle, anche l'amore delle madri, delle fidanzate, dei fratelli, per fare la guerra agli infedeli. Presenterà le autrici il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano."
Insomma due appuntamenti complementari ed importanti.
Marco Barone 

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