L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Quella raccolta alimentare per soli italiani organizzata da casapoundisti in noti supermercati



I"fascisti del terzo millennio" di Casapound, piccola organizzazione presente in Italia con circa 6000 aderenti, tra le varie attività che tende ad effettuare, vi è quella della raccolta alimentare per le famiglie italiane, e solamente italiane, in difficoltà. Facendo una ricerca in rete emerge che i supermercati interessati sono diversi, anche se quelli Conad, da quello che emerge su internet, sono, in diverse località italiane, i più interessati da questa raccolta, ma non sono gli unici, si segnala in alcuni casi il Sigma, un Carrefour, Despar, Simply market, e supermercati minori. Ma probabilmente saranno molti di più e di diversa appartenenza. Vi sono foto dove queste raccolte si svolgono all'esterno dei vari supermercati, altre all'interno, poi il tutto viene raccolto nelle loro sedi e destinato alla distribuzione. Ora, ognuno può fare tutte le raccolte alimentari che vuole e per chi vuole, d'altronde loro ragionano con il torto del prima gli italiani, quando l'articolo 3 della Costituzione non fa distinzione alcuna in materia di diritti sociali e non solo tra italiano e non italiano, e la restrizione di questo concetto, ovvero aiutare solo gli italiani, esteso nell'ambito della povertà e miseria sociale è ancora più penoso, specialmente in un Paese disastrato e complesso come l'Italia.


Ma l'interrogativo che sorge è il seguente: i supermercati coinvolti da questa raccolta alimentare organizzata da una realtà politica la cui matrice è ben nota, che rapporti hanno con costoro? Quale principio etico li guida visto anche lo scopo politico e particolarmente mirato della raccolta?

Marco Barone

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