Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Il nuovo ministro dell'Istruzione è Valeria Fedeli. Ha sostenuto il famoso comma 16,ma basterà per cambiare rotta?

E' stata una operazione da dolcetto o scherzetto? Cercando di rimanere seri, il nuovo ministro al MIUR sarà il vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli. Lei ha sostenuto l'introduzione del famoso comma 16 nella legge 107 del 2015, quello che ha scatenato l'ira della reazione, qualcuno ha parlato di introduzione della teoria gender nella scuola, menzogne, anche perchè non esiste alcuna teoria gender. Quello che esiste è un comma, che recepisce principi di diritto comunitario, di civiltà, che ancora oggi attende di essere applicato. Ma questo è uno dei pochi commi salvabili nella legge 107 del 2015, il resto è totalmente da cestinare, ha creato non solo cattivi umori, ma tensioni, scontri, scioperi, contrasti, che continueranno fino a quando non si porrà fine ad una delle peggiori leggi mai scritte in materia d'Istruzione nella storia della Repubblica italiana. E questo al Governo lo sanno bene, non è un caso che la Giannini è stata messa da parte, nonostante quella fosse la riforma più bella del mondo, come dicevano, anche perchè, diversamente da altre sue colleghe, non era intoccabile, e poi dovevano dare un segnale di pseudo-cambiamento. Hanno nominato come ministro una persona che si è battuta per l'unica cosa decente della legge 107 del 2015, ma servirà questo per far digerire l'indigeribile? Penso proprio di no. Visto che il tempo per mettere mano a questa legge non vi è, se si andrà al voto in tempi rapidi, come chiede il popolo italiano, che almeno attuassero pienamente quel comma 16, con l'inciso che questo non significherà legittimare la buona scuola e ciò che essa rappresenta ed è. Cioè una grande schifezza. Bersani,in una delle sue battute, che fanno certamente concorrenza a Grillo, che non fa più ridere, disse che non si può mettere la camicia di forza ad una pentola a pressione. E la pentola a pressione nella scuola è bollente. La scuola è il termometro politico della società. Ed il ministero della scuola è quello più delicato in questo momento e non è un caso che proprio lì è avvenuto un "cambiamento" che ha un certo senso dal punto di vista simbolico e dell'apparenza.

Il decisionismo è entrato con forza, nel momento in cui è stato legittimato dall'alto del governo che dopo mille giorni è caduto. Mille giorni son bastati per capitalizzare tutta quell'antipatia ed intolleranza che non è riuscito neanche Berlusconi in vent'anni a realizzare. In questo sì che è stato il governo dei record. Dopo il cazzotto che si è preso il decisionismo il 4 dicembre, vi sarà uno stop al decisionismo anche nelle scuole? Perseverare è diabolico si dice.

Marco Barone

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