Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

Immagine
Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Il nuovo ministro dell'Istruzione è Valeria Fedeli. Ha sostenuto il famoso comma 16,ma basterà per cambiare rotta?

E' stata una operazione da dolcetto o scherzetto? Cercando di rimanere seri, il nuovo ministro al MIUR sarà il vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli. Lei ha sostenuto l'introduzione del famoso comma 16 nella legge 107 del 2015, quello che ha scatenato l'ira della reazione, qualcuno ha parlato di introduzione della teoria gender nella scuola, menzogne, anche perchè non esiste alcuna teoria gender. Quello che esiste è un comma, che recepisce principi di diritto comunitario, di civiltà, che ancora oggi attende di essere applicato. Ma questo è uno dei pochi commi salvabili nella legge 107 del 2015, il resto è totalmente da cestinare, ha creato non solo cattivi umori, ma tensioni, scontri, scioperi, contrasti, che continueranno fino a quando non si porrà fine ad una delle peggiori leggi mai scritte in materia d'Istruzione nella storia della Repubblica italiana. E questo al Governo lo sanno bene, non è un caso che la Giannini è stata messa da parte, nonostante quella fosse la riforma più bella del mondo, come dicevano, anche perchè, diversamente da altre sue colleghe, non era intoccabile, e poi dovevano dare un segnale di pseudo-cambiamento. Hanno nominato come ministro una persona che si è battuta per l'unica cosa decente della legge 107 del 2015, ma servirà questo per far digerire l'indigeribile? Penso proprio di no. Visto che il tempo per mettere mano a questa legge non vi è, se si andrà al voto in tempi rapidi, come chiede il popolo italiano, che almeno attuassero pienamente quel comma 16, con l'inciso che questo non significherà legittimare la buona scuola e ciò che essa rappresenta ed è. Cioè una grande schifezza. Bersani,in una delle sue battute, che fanno certamente concorrenza a Grillo, che non fa più ridere, disse che non si può mettere la camicia di forza ad una pentola a pressione. E la pentola a pressione nella scuola è bollente. La scuola è il termometro politico della società. Ed il ministero della scuola è quello più delicato in questo momento e non è un caso che proprio lì è avvenuto un "cambiamento" che ha un certo senso dal punto di vista simbolico e dell'apparenza.

Il decisionismo è entrato con forza, nel momento in cui è stato legittimato dall'alto del governo che dopo mille giorni è caduto. Mille giorni son bastati per capitalizzare tutta quell'antipatia ed intolleranza che non è riuscito neanche Berlusconi in vent'anni a realizzare. In questo sì che è stato il governo dei record. Dopo il cazzotto che si è preso il decisionismo il 4 dicembre, vi sarà uno stop al decisionismo anche nelle scuole? Perseverare è diabolico si dice.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?