Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Gorizia è uno dei Comuni italiani con il più alto tasso di immigratorietà, ma gli italiani continuano ad andar via dall'Italia

Dopo Crotone e Prato insieme a Ragusa, Gorizia, risulta essere uno dei Comuni italiani con il più alto tasso di immigratorietà. E probabilmente questi dati non si riferiscono alla questione dei richiedenti asilo. Gorizia è una cittadina che è scesa da poco sotto i 35 mila abitanti, capoluogo di una provincia (ancora per poco) in profonda sofferenza e con poco più del 10 % di disoccupazione, cifra enorme per questo territorio. Il Friuli Venezia Giulia è, in tema di immigrazione, per l'ISTAT, una delle regioni più attrattive, mentre Trieste è una delle città dove l'emigrazione è elevata. Ma in via generale negli ultimi cinque anni , tuttavia, le immigrazioni si sono ridotte del 27 %, passando da 386 mila nel 2011 a 280 mila nel 2015. Le emigrazioni invece, sono aumentate in modo significativo, passando da 82 mila a 147 mila. Il saldo migratorio netto con l’estero, pari a 133 mila unità nel 2015 registra il valore più basso dal 2000 e non è più in grado di compensare il saldo naturale largamente negativo (- 162 mila). Dati significativi, ma passati in secondo piano, se non ignorati del tutto, a causa delle vicende del post referendum del 4 dicembre 2016.

Marco Barone

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