Si istituisca la giornata del ricordo per le vittime dei bombardamenti aerei degli angloamericani

Immagine
Siamo il Paese dei campanili, e questa cosa si riflette anche nel modo in cui ricordiamo i nostri morti. Ed è esattamente quello che succede con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. C'è questa memoria frammentata , quasi molecolare. A Benevento si fermano il 29 settembre, a Siracusa il 27 febbraio e si può continuare, da Monfalcone, a Vibo Valentia,  ognuno ha la sua data, il suo mazzo di fiori, il suo pezzetto di dolore nel cortile di casa. Ma il quadro d'insieme, quello che dovremmo vedere tutti come nazione, scompare. Proviamo a immaginarcela, quella Torino della notte tra l'11 e il 12 giugno 1940. È appena iniziata, la guerra. E arrivano questi trentasei aerei britannici, fu il primo bombardamento aereo verificatosi in Italia. E poi c'è Foggia . Ecco, lì bisogna fermarsi un momento, perché quello che succede a Foggia è un’ecatombe che facciamo fatica persino a concepire. Si parla di ventimila morti . Ventimila! Una città che viene rasa al suolo per il sett...

FVG: bene la soppressione delle Province,unicum in Italia, male le UTI. La riforma va spiegata

Il Friuli Venezia Giulia ha saputo, per come la vedo io, utilizzare sapientemente la sua specialità, con l'abrogazione delle Province. Certo, sono previste nella Costituzione, ma non per questo tutto quello che è previsto nella Costituzione deve essere l'amen intoccabile, vi sono questioni riformabili e rivedibili, altre, invece, attendono solo di essere, ancora dal 1948, pienamente applicate. E' in fase di pubblicazione la legge regionale che "chiude un percorso di riforme avviato nel 2013: disciplina la soppressione delle Province facendo seguito alla riforma dello Statuto regionale, sancita dalla legge costituzionale 28 luglio 2016, n. 1, con cui è stato cancellato dallo Statuto il riferimento alle Province e ne è stata esplicitamente prevista la soppressione." Alcune funzioni verranno trasferite alla Regione come le funzioni in materia di istruzione, politiche giovanili, orientamento musicale, ogni altra funzione non trasferita ai Comuni, mentre ai Comuni  saranno trasferite le funzioni in materia di agricoltura, politiche sociali, politiche giovanili, contrasto dei fenomeni discriminatori e promozione delle pari opportunità sul territorio.

Ma se da un lato si pone fine a delle realtà intermedie, che pur avendo per alcune questioni operato bene, non erano necessarie ed essenziali, dall'altro lato si è innescato il diabolico sistema della UTI  Unioni Territoriali Intercomunali che costituiscono “forme obbligatorie di esercizio associato delle funzioni comunali”. Certo, letta così non vi sarebbe nulla di strano. Perché un normale cittadino potrebbe pensare che si tratterebbe di una semplice e banale collaborazione aggregata tra i Comuni, una sorta di collaborazione obbligatoria per legge. Ma non è così. Anche perchè le collaborazioni obbligatorie per legge sarebbero una forzatura immane. Chi non aderisce viene sanzionato con pesanti tagli in materia di trasferimenti di risorse, si incrementano i poteri dei Sindaci, specialmente dei Comuni capofila, i consigli comunali avranno un ruolo marginale, le opposizioni svolgeranno un ruolo di testimonianza, ed i Comuni nella maggioranza dei casi diventeranno solo una sorta di "sportello per i cittadini". Territorio frammentato in 18 piccole contee più che nuove province.

Però, quello che colpisce, ed impressiona, è che la maggioranza dei cittadini non hanno capito un bel niente su cosa consiste questa abrogazione delle Province, su questo unicum che si è realizzato in Italia, così come non hanno capito niente del sistema delle UTI, non per ignoranza, ma perchè il tutto è complicato, tecnico, e viene percepito come un qualcosa di distante dai problemi della quotidianità. Non è un semplice risparmio di spesa, ma qui si sta realizzando un qualcosa di epocale, che rischierà di avere effetto domino in tutta Italia. 

Personalmente sono sempre stato favorevole ad una società dei Comuni, riconoscendo maggior centralità, autonomia e potere e democrazia partecipata ai Comuni, ma con il sistema delle UTI, nonostante l'abrogazione delle Province, non si va in questa direzione, si va verso una sorta di decisionismo in salsa locale che è stato respinto, come principio, dall'ultimo referendum del 4 dicembre, e questa materia sicuramente sarà una delle questioni calde che caratterizzeranno la prossima tornata elettorale in FVG.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?