Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Piazzapulita ha frantumato l'omertà a Monfalcone dove esiste ancora il caporalato



Prima di scrivere queste righe, mi son dovuto prendere qualche minuto di riflessione, per cercare di non essere troppo impulsivo, dopo aver visto il durissimo ed importantissimo servizio di Piazzapulita sulla questione di Monfalcone, perchè così come esiste la questione meridionale, esiste anche la questione di Monfalcone. 
Dopo le condanne sul caporalato in Fincantieri per 20 anni e 6 mesi nel 2015, si pensava che qualcosa fosse mutato. Invece Piazzapulita con il servizio di Andrea Casadio, ha frantumato in pochi minuti quel becero sistema di omertà, che rende possibile, l'indecenza pura. Quando ho visto il servizio la prima cosa che ho pensato è quanto ho osservato con i miei occhi nelle zone di Rosarno qualche anno addietro. Alle prime ore del mattino lavoratori tutti in fila, per strada o seduti sul muretto ad aspettare il caporale di turno, ti sceglie, ti carica sul furgoncino e poi ad essere sfruttato nelle campagne. Ed una cosa similare, a quanto pare, accade ancora oggi a Monfalcone, nel 2016. Come è possibile che ciò continua ad esistere? Come è possibile che nessuno vede? Che nessuno parla? Che nessuno dice di sapere? Questo è un sistema delinquenziale tremendo che va represso duramente, il caporalato è la punta del problema, dietro vi è dell'altro. Il caporalato esiste perchè vi è un sistema che permette la sua esistenza, ed a Monfalcone tra camorra e 'ndrangheta non manca proprio nulla. La globalizzazione, sempre lei, il cancro di questo mondo, è stata favorita da una sinistra governativa globale che ha consegnato il mondo alla destra, al populismo. Si è realizzato un ribaltamento se oggi è la destra a battersi per i diritti dei lavoratori ovviamente lo fa non con lo spirito del socialismo, con lo spirito che ha portato allo statuto dei lavoratori preso a cazzotti dalla sinistra governativa. Lo fa con la sua visione del mondo, con la sua prospettiva, con il prima gli italiani. I bengalesi, i croati, i rumeni sono vittime di questo sistema, ma vittime non lo sono quei loro connazionali che sostengono il sistema criminale che Piazzapulita ha ben evidenziato e fatto emergere. Ma tutto ciò senza il sostegno di qualche delinquente italiano non è mica possibile. Per non parlare delle buste paga, degli stipendi, di quello stramaledetto sistema del distacco o delle esternalizzazioni, della precarietà, che ha reso possibile quanto abbiamo visto.   E se Piazzapulita avesse dedicato più tempo alla questione di Monfalcone cosa sarebbe venuto fuori oltre all'immondezzaio che abbiamo tutti visto? A Monfalcone è emersa una situazione da horror, da brividi.

Marco Barone 

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