Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Voto 23 ottobre: Su dieci liste solo sinistra per Ronchi dice sì all'accoglienza dei profughi




Dieci liste, cinque candidati a sindaco, nessun record rispetto al passato. E' da mesi e mesi che si ripete una situazione disastrosa a livello sociale, politico, nei confronti dei profughi. Con una rotta balcanica sempre più blindata, con una Europa che paga miliardi di euro a quella Turchia che viene accusata di essere dittatoriale, ma a noi europei cultori sulla carta dei diritti umani, non ci dispiace mica versare soldi a quel Paese perchè le coscienze non siano turbate. Non vedere è meglio. Vedere fa male. Vedere significa porsi delle domande, essere costretti a farsi delle domande. Ed allora paghiamo per non vedere. Che poi nel Mediterraneo continuano a morire persone, che nei campi di concentramento spacciati per accoglienza continuano a morire persone, a chi deve interessare? Ed il tutto nel contesto dove si afferma il reazionario prima gli italiani, francesi, inglesi, ecc. E poi, anzi, il poi non esiste. 
In Friuli Venezia Giulia l'accoglienza diffusa è fallita. Ed è incredibile che vi sono Comuni, come quello di Ronchi, che non hanno dato accoglienza neanche a mezzo profugo. Ora a Ronchi si vota. E l'unica lista che in programma senza mezzi termini apre all'accoglienza è la lista sinistra per Ronchi. Cosa vi è scritto nel programma? "Ronchi è gemellata con Wagna, non può tradire la sua storia e deve essere ospitale anche perché l'accoglienza è una opportunità e risorsa sociale, culturale e lavorativa per la comunità, e si devono valutare le risorse nazionali per sostenere un piano reale di accoglienza a favore dei richiedenti asilo." Ronchi può accogliere, in base ai recenti parametri, circa una trentina di richiedenti asilo. Si possono chiedere finanziamenti allo Stato, che non tarderà a farli arrivare. Quando si porrà il problema, cosa si continuerà a fare? A chiudersi nel proprio recinto? A tradire la propria storia di profuganza? Di solidarietà umana? Visto che su dieci liste solo una ha messo nero su bianco ed in modo chiaro questo punto? 
Certo, forse non porterà voti l'accoglienza, ma chi si definisce di sinistra o vorrebbe essere di sinistra non può non mettere neanche una riga sul dramma di questi anni, nel proprio programma. E' una questione di coerenza con i valori reali della sinistra, di rispetto dei diritti umani ma anche della storia di Ronchi, in questo caso.

Marco Barone

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