Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

#PrimoGiornoDiScuola quanti bla bla bla caro Ministro



Nel nome della modernità si parte con l'hashtag #PrimoGiornoDiScuola.
Anche se a dire il vero, per diversi studenti la scuola è già iniziata la scorsa settimana. Ma poco importa, il giorno ufficiale è questo 12 settembre del 2016. Cosa scrive il Ministro? Poche parole, piene zeppe di retorica. " Stamattina milioni di studenti celebrano il rito del primo giorno di scuola. Con quel carico di aspettative e anche di preoccupazioni che il ritorno tra i banchi porta con sé. Ai nostri ragazzi, alle loro famiglie, agli insegnanti e a tutto il personale della scuola faccio i miei migliori auguri. Sarà un anno di sfide importanti e grandi responsabilità. Le affronteremo con molti strumenti in più rispetto al passato, per fare della scuola il vero motore del cambiamento. Uno spazio da abitare non solo durante l'orario delle lezioni. Una scuola al centro di ogni comunità, aperta alle realtà che la circondano, alle famiglie, al territorio. Una nuova scuola, insieme. Benvenuti, bentornati, buon inizio".
La scuola il vero motore del cambiamento, dice. Ma se con la "buona scuola" hanno fatto solo dei disastri. Hanno ingolfato il motore della scuola, altro che cambiamento. Scuola aperta alle realtà che la circondano, alle famiglie, al territorio? 
Perché, prima era chiusa? Forse dovrebbe dire che la scuola ora sarà condizionata dai poteri economici locali, ed è una cosa diversa, caro Ministro. Insomma, soliti bla bla bla, ma meno del solito, forse perchè alla fine, di questa retorica, son stanchi pure loro, perchè non possono difendere la peggiore riforma della scuola mai scritta nella storia della Repubblica italiana. E scritta contro il popolo della scuola, che ha detto un chiaro no con uno sciopero epocale. Certo, devono pur farlo, ma ci credono realmente?
I nostri docenti, dovranno affrontare mille peripezie, Sballottati da Nord a Sud, da Sud a Nord, a causa di un fottutissimo algoritmo figlio di qualche "scienziato pazzo" verrebbe da pensare. Per non parlare della confusione dell'organico dell'autonomia, nel nome del quale ogni cosa e miracolo sarà possibile. E poi i bonus, e poi l'Invalsi, che addirittura dovrebbe essere usato come modello base per valutare i nostri studenti e condizionare la libertà d'insegnamento, a colpi di cronometro e docenti sergenti.
Buon anno scolastico, già, buona digestione di questo gran piatto indigesto che è la cattiva scuola, eppur la chiamano buona. Sarà.

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