Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

Immagine
  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Il bavaglio alla stampa vi è sempre stato

Quale equilibrio sostenibile, è mai possibile, tra la libertà d'informazione in un sistema ove la libertà di stampa è condizionata dal capitale privato?
Non è dato sapere. 
In Italia e non solo in Italia la libertà d'informazione è ridotta ai minimi termini, perchè il sistema dei media, che non mediano più un bel nulla, ma governano l'orientamento dell'opinione pubblica, in via generale, quello che conta, quello che determina la notizia, quello che decide cosa debba o non debba essere notizia, risponde ad interessi economici, e politici ben chiari. 
Dovrebbe esistere un sistema di equilibrio, garantire lo stesso spazio, lo stesso peso, come minimo ai due opposti. Ma così non è, e così mai è stato, e così mai sarà. Il tutto è rimesso al buon senso di chi dirige un giornale, ed alla correttezza di chi vi lavora. Ma questo può bastare? No. Perché è chi mette i capitali che decide la linea sulle grandi questioni. Come è normale che sia.
La stampa ha il potere di distruggere la vita di una persona, ma anche di tutelare la democrazia. Il problema è che il vero giornalismo, quello con le palle si direbbe, si dovrebbe scontrare con sistemi di poteri importanti, dovrebbe avere la volontà di andare contro. Dovrebbe essere libero, libero di scrivere. Ma come può essere libero ciò che opera in un contesto non libero e condizionato da ovvi e specifici e particolari interessi?
Andare contro per la libertà di opinione, per aiutare la formazione dei processi di consapevolezza critica, favorire la ragione e non la politica della pancia.
Oggi, a causa della concorrenza spietata, esiste una brutalità enorme. Alla cautela si preferisce, spesso, l'azzardo. 
E non sempre l'azzardo è sintomo di qualificazione, di qualità, di sana informazione. Colpa anche della frenesia, della rete indomabile, a cui si cerca di estendere la regolamentazione sussistente nel mondo del canonico giornalismo, ma senza successo, perchè sono due mondi forse complementari, ma anche concorrenziali, diversi se non opposti, per alcuni aspetti.
E comunque se una notizia emersa in rete  non viene ripresa dalla stampa conterà poco o nulla. Insomma il bavaglio alla libertà di stampa vi è sempre stato, perchè la stampa è nata con il bavaglio in un sistema ingiusto e spietato.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?