La scritta TITO a Nova Gorica è una pagina della nostra storia che non va cancellata

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  Abbiamo questo vizio, tutto moderno e un po’ infantile, di pensare che la Storia sia un elenco di buoni e cattivi da aggiornare a colpi di gomma per cancellare. La damnatio memoriae,  l’hanno inventata i Romani,ma loro lo facevano con una ferocia e una consapevolezza politica che noi oggi abbiamo smarrito, convinti come siamo di fare un’opera di bene. E invece no, non è quasi mai un bene. Guardiamoci in faccia. Noi italiani, che spesso amiamo salire in cattedra e spiegare agli altri come si sta al mondo, prima di andare a fare la morale agli sloveni dovremmo forse chiederci: ma noi, con i nostri scheletri nell'armadio, ci abbiamo fatto davvero i conti? Ma neanche per idea! Perché, vedete, finché a Gorizia si può tranquillamente celebrare la Decima Mas, con tutto quel che ha significato  allora forse abbiamo un problemino di coerenza.  Seguendo questa logica del "cancelliamo quel che ci dà fastidio", che facciamo con Nova Gorica? La radiamo al suolo? Perché,quella c...

Attenzione, se a Trieste vince la destra rischia di saltare la convenzione con l'ICS per l'accoglienza dei migranti



Trieste, così come tante altre città di confine, ha da sempre convissuto con il fenomeno umano ed inevitabile della immigrazione. Cambiano le epoche, mutano a volte le cause, ma i processi immigratori ed emigratori sono una costante umana inevitabile. D'altronde in caso di  guerra in Europa anche noi potremmo diventare profughi. Profughi durante la prima guerra mondiale, nella seconda guerra mondiale, dopo il trattato di pace del 1947, durante le guerre in Jugoslavia ed oggi, chi fugge dall'Africa in guerra ed in crisi economica sociale ed umanitaria o da altre zone del mondo in guerra, chiede, come è ovvio che sia, aiuto dove è possibile e questo possibile è la ricca Europa. A Trieste il fenomeno dei profughi è significativo ma non con numeri importanti. Certo, delle falle ci sono state, basta pensare alla indecente situazione dell'Ex Silos durata, per fortuna, per un tempo molto limitato. Se vince la destra con la lega nord come forza vitale a Trieste rischia di saltare l'importante convenzione con l'ICS. Nel loro programma politico i leghisti scrivono:" Stop all'immigrazione clandestina! - rescissione della convenzione con Ics per la gestione dei clandestini - lotta all'immigrazione non regolamentata, anche in Regione e a Roma - sgombero dei beni pubblici e privati occupati abusivamente". Ora la legalità è legalità, chiaro, non sempre ciò che è legale è legittimo, altrettanto chiaro, ma etichettare come genericamente clandestini chi clandestino non lo è è una cosa che Trieste non si può permettere. E non si può permettere di vivere cinque anni di questa politica destra e dai connotati ben chiari. L'ICS Consorzio Italiano di Solidarietà - Ufficio Rifugiati Onlus è un'associazione privata, laica e senza scopo di lucro che svolge un'opera di tutela a favore di richiedenti asilo, rifugiati e persone titolari di protezione temporanea o sussidiaria presenti a Trieste e in Friuli Venezia Giulia e organizza servizi di accoglienza e integrazione nell'area nord orientale.La loro storia inizia nel 1993, durante la guerra nella ex Repubblica socialista Federale di Jugoslavia, con la promozione e il coordinamento, su tutto il territorio italiano, di una rete non governativa di accoglienza per i profughi provenienti sia dalla Bosnia Erzegovina che dalle altre aree coinvolte nel conflitto.A giugno 2001 l'UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e l’ ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni italiani) danno avvio ad una prima sperimentazione che coinvolge una rete di 63 città sul territorio nazionale: è il PNA (Programma Nazionale Asilo). Nell'ambito della rete S.P.R.A.R., in convenzione con il Comune di Trieste, oggi ICS - Ufficio Rifugiati Onlus gestisce  circa 118 posti di accoglienza ove vivono i richiedenti asilo ed i rifugiati. Ad essi offrono orientamento e assistenza legale, sostegno all'orientamento socio-culturale e all'integrazione lavorativa e abitativa, mediazione linguistico-culturale. 
Insomma questo Istituto è una risorsa per Trieste e va tutelato e difeso e potenziato. 

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