Il caso non figlio del caso Mario Schifano: quando l'incomprensibile diventa arte

Immagine
    Signore e signori, qui dobbiamo intenderci su un punto fondamentale: che cos'è, alla fine, un artista? È uno che ha fatto l'accademia? Uno che sa fare il chiaroscuro come si deve? Beh, se pensate questo, Mario Schifano vi avrebbe fatto saltare sulla sedia. Quest'uomo non aveva finito le scuole. Zero. Titoli di studio? Nessuno. Eppure, quest'uomo si metteva davanti alla tela e sprigionava una potenza di fuoco impressionante. Una produzione industriale, febbrile, quasi disumana: in una sola giornata era capace di sfornare centinaia di opere. Ma capite cosa significa? Centinaia! Erano sfuriate di colore puro, pennellate sfrenate, un’orgia di blu, di verdi, di gialli. Sperimentazioni continue che lasciarono a bocca aperta persino i mostri sacri d'oltreoceano. Pensate che un certo Andy Warhol  arrivò a dire, con quella sua aria sorniona: «Se non fossi Andy Warhol, vorrei essere Mario Schifano.» Ora, i critici più severi – e ce n'erano eccome – dicevano, storcendo...

Amministrative Ronchi e Monfalcone tra voci che vogliono un voto anticipato e proposte di voto posticipato



Dopo la vittoria schiacciante del no al referendum di quello che è stato in modo sarcastico battezzato come il MOSTRO, ora si apre la partita delle amministrative. Ad oggi di ufficiale si sa che si voterà tra novembre e dicembre 2016. Il referendum ha comportato lo slittamento delle attuali amministrazioni comunali, e questa è già una cosa singolare, ma accettata. Circolano voci, da capire quanto siano fondate, che vi sia la possibilità di un voto anticipato a settembre. Una cosa del genere sarebbe la canonica indecenza, per non dire altro, ma che avrebbe un senso. Perché il PD eviterebbe lo schiaffo, che ad oggi, se non viene modificato l'Italicum pare essere certo, del referendum costituzionale e sicuramente ne potrebbero trarre beneficio le attuali maggioranze, o chi è già strutturato e pronto per le amministrative. Una cosa del genere sarebbe grave, spazzerebbe via ogni possibilità di campagna elettorale, di costruzione di qualsiasi alternativa all'esistente, che sicuramente è in fase di valutazione da più parti, non solo a livello politico, ma soprattutto programmatico e colpirebbe certamente le forze politiche minori e che nascono dal basso e che si pongono in autonomia ed indipendenza ai principali partiti di governo e non. 
Vi è ora però la proposta di posticipare le elezioni alla prossima primavera, nel 2017 si voterà, ad esempio, per l'importante Comune di Gorizia in quel periodo e ciò fungerebbe da ponte anche per la prossima tornata politica regionale. Le regole del gioco, per quanto mi riguarda, erano chiare fin dall'inizio e non possono essere modificate sia nell'una che nell'altra direzione.  E' vero che votare a novembre/dicembre significherebbe svolgere una campagna elettorale e programmatica ai minimi termini, purtroppo questo è stato l'effetto collaterale del referendum sulla fusione. Va rispettato l'esito del voto referendario, e va rispettato il calendario elettorale così come era stato comunicato e definito. Non si possono prorogare i mandati ad oltranza, se poi questa è la via che si deciderà di perseguire, pur nella comprensione che un voto nella primavera del 2017 sarebbe forse più giusto, e più equilibrata come situazione su diversi fronti, mi pare altrettanto giusto, in questo caso, proporre anche il commissariamento dei Comuni, perché i mandati elettorali sono scaduti e ciò lo troverei eticamente più corretto e consono ai valori della nostra, anche se ultimamente debole, democrazia rappresentativa.  

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?