Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

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  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Una domanda sul libro del pugile Tuiach





Il candidato pugile, a Trieste, Fabio Tuiach ha conquistato recentemente gli onori delle cronache non tanto per la presentazione della sua autobiografia, quanto per il fatto di essere stato taggato in una vergognosa vignetta che paragonava la Casa delle culture di Trieste al lager di Auschwitz. Lungi dal chiedere scusa per una simile bassezza, l’interessato si è “difeso” dicendo di essersi limitato a cliccare “like” che, secondo lui non significa “mi piace” ma “ho preso visione”. Probabilmente è l’unico utente di Facebook a non conoscere il significato di “like” (che compare come “mi piace” nella gran parte delle versioni italiane, peraltro), ma a proposito di non conoscenze di Tuiach, vorremmo domandargli se, ad esempio, egli sa che l’autore della postfazione del suo libro (nonché presentatore del medesimo qui a Trieste), Emilio Del Bel Belluz, in una intervista ha dichiarato di ispirarsi a “Ernst Junger, Knut Hamsun, Pier Drieu LaRochelle, Yukio Mishima, Leon Degrelle, Robert Brasillach” (cioè la créme de la créme della letteratura filonazista), di sentirsi “orfano” del Candido di Giorgio Pisanò (l’ex repubblichino poi missino che collaborò anche con la struttura occulta de l’Anello) e di essere “molto legato” a Leon Degrelle, “il capo e fondatore del movimento rexista belga e volontario delle SS Wallonie” 
(vedi il link http://www.azionetradizionale.com/.../intervista-a.../). Degrelle, autore di “Militia”, libro che fu pubblicato in Italia dalle edizioni di Franco Freda (e che Del Bel Belluz ritiene debba essere conosciuto e posseduto da tutti), sembra godesse di tale stima da parte di Hitler che pare questi gli abbia dichiarato: “Se io avessi avuto un figlio mi sarebbe piaciuto che fosse come voi”; rifugiatosi in Spagna per sfuggire alla condanna come SS, è stato uno dei pilastri del neonazismo europeo. Ecco, ce lo può dire Tuiach se era a conoscenza delle “ispirazioni” letterarie naziste da parte della persona con cui ha pubblicato il suo libro? Oppure pensa che anche “ispirarsi” a dei letterati significa semplicemente “prenderne visione”?

Claudia Cernigoi

Aggiornamento:
questo il Piccolo del 22 maggio 2016


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