Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Quella desolazione del Lisert di Monfalcone



Decidi di fare una passeggiata in una delle zone tipiche di Monfalcone, l'area, immensa, del Lisert. Monfalcone, città dei cantieri navali, nel senso che è dipendente in toto dai cantieri navali con tutte le conseguenze che ne derivano. Quello che ti colpisce, in prima battuta è che forse le migliori strade della città li trovi proprio in quella zona, nella zona del Lisert. Poche buche, asfalto quasi perfetto, cosa che accade raramente nelle zone industriali. Ma ciò ha una risposta, che è data dal fatto che non vi è più il traffico veicolare di un tempo, certo, la manutenzione è buona, ma il logorio è minore. L'altra cosa che ti colpisce è il numero, elevato, di capannoni abbandonati, alcuni con la tipica scritta affittasi, altri decadenti, altri, per fortuna, in funzione. La centrale a carbone domina su tutta Monfalcone, è la padrona del Lisert. Lisert nord in prossimità del casello autostradale che porta proprio questo nome, con alcuni collegamenti ferroviari buoni, Lisert Est ed Ovest, con il settore della nautica dominante e con diverse e piccole imbarcazioni diffuse sul canale, ed il porto, una zona di circa sessanta ettari. Certo, se a dicembre 2015 in FVG vi era il tasso di disoccupazione pari all'8,4% il peggiore del Nord Est e nel 2016 è fermo, immobile, è chiaro che centri come Monfalcone sono i primi ad essere interessati da ciò. Chissà cosa canterebbe oggi Elisa sulla zona del Lisert. Dopo un giro veloce in questa immensa distesa di ricordi e tempi che non ritorneranno più, un brivido scorre sulla tua pelle, e se dovesse chiudere lo stabilimento della Fincantieri cosa accadrebbe a Monfalcone? Morirebbe. Città nata intorno ai cantieri, e comprendi il perché non è autonoma ed indipendente da questo colosso, eppure...


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