Una
dichiarazione apparsa sulla Gazzetta del Sud di fine luglio 2013,
rilasciata da parte del Sindaco di Messina, con la quale si
sottolineava in sostanza che è un requisito imprescindibile per
ricoprire incarichi pubblici il non essere massoni, ha creato grande
scalpore. Interviene
pubblicamente il Grande Oriente d'Italia, una delle obbedienze più
importanti d'Italia che in Friuli Venezia Giulia conta 13 logge di
cui solo 7 a Trieste, con una lettera aperta diretta al Sindaco di
Messina, che vede tra i primi firmatari Gustavo
Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente
d'Italia
Santi Fedele, Gran Maestro Onorario del
Grande Oriente d'Italia
, Giuseppe Trumbatore,
presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Sicilia
Luigi
Raffa, presidente Consiglio MM VV Messina
e dove si evidenziano principi che
certamente devono indurre alla riflessione.
I Massoni ravvisano nelle
dichiarazioni del Sindaco di Messina una volontà discriminatoria,
che si porrebbe in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione. A proposito di Costituzione come
ho già avuto modo di ricordare con l'intervento,
l'influenza massonica nella scrittura della Costituzione italiana, l'ingerenza
della Massoneria è stata più che evidente.
Coincidenza(?)
vorrà che la Costituzione italiana, approvata il 22 dicembre del
1947, verrà firmata e promulgata e pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale proprio sabato 27 dicembre 1947, nel dodicesimo mese
dell'anno e giorno fondamentale nella tradizione massonica(
festeggiano il solstizio d'inverno) Ma coincidenza vorrà che la
Costituzione italiana verrà firmata da parte del Capo provvisorio
dello Stato nella Sala della Biblioteca di Palazzo Giustiniani che
oggi ospita gli uffici e l’abitazione del Presidente del Senato, ma
che ha ospitato, fino al 1985, la più grande obbedienza italiana,
che ancora oggi è conosciuta come Loggia di Palazzo Giustiniani, il
Grande Oriente d'Italia. E nel 2010 Gustavo Raffi, attuale Gran Maestro
del Grande Oriente d'Italia dichiarò
che “tra i settantacinque membri( ndr Commissione dei 75,
incaricata di redigere il testo della Costituzione italiana) c'erano
ben sette-otto massoni e in sede di assemblea costituente un terzo
del totale era composto da componenti della loggia. Senza contare che
il presidente e padre della Costituzione, Meuccio Ruini, era massone,
così come il vice-presidente
dell'Assemblea Giovanni Conti”.
Per
non parlare dell'architettura stessa della nostra Costituzione.
Ritornando al caso di Messina, i massoni evidenziano che “Non
possiamo altresì non rilevare che l'utilizzo indiscriminato del
termine massoneria per indicare realtà diversissime quali logge
spurie incontrollate e incontrollabili prive di alcun riscontro a
livello nazionale e internazionale e Associazioni più che
bicentenarie come la nostra intrinsecamente correlate, dai primordi
del Risorgimento, al divenire civile della Nazione italiana,
costituisce una generalizzazione foriera delle più gravi
incomprensioni. Altra fonte di fraintendimento è il riferirsi alla
massoneria come a qualcosa di ammantato dal segreto impenetrabile.
Nulla di più falso giacché la riservatezza, cui i massoni hanno ben
diritto al pari di tutti gli altri cittadini, è cosa ben diversa da
una presunta segretezza nei fatti palesemente contraddetta dalla
trasparenza di una vita associativa (dall'ubicazione delle sedi ai
nominativi di coloro che ricoprono incarichi ad ogni livello,
dall'annuncio delle nostre manifestazioni culturali e delle nostre
iniziative umanitarie ai resoconti delle medesime correlate da una
ricca documentazione fotografica) della quale a tutti, massoni e non
massoni, è dato venire in ogni momento a conoscenza attraverso la
consultazione del nostro sito
www.grandeoriente.it.”
Ed infatti l'articolo 18 della
Costituzione secondo comma lì ove afferma che “Sono proibite le
associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente,
scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”, è
stato superato con il carattere della riservatezza. Ed ecco che le
obbedienze massoniche, siano esse regolari che non, si sono dotate di
siti internet, aprono spesso le porte al pubblico e così via
dicendo. I Massoni, che non hanno
ovviamente preso bene le dichiarazioni del Sindaco di Messina,
sottolineano anche che “la massoneria ha sempre prosperato nei
Paesi di ininterrotta tradizione democratica quali la Francia, la
Gran Bretagna e gli Stati Uniti e da Giuseppe Garibaldi a Salvador
Allende, da Simon Bolivar a José Martì, massoni sono stati
protagonisti delle grandi lotte di liberazione per l'indipendenza
nazionale e per il riscatto economico e sociale delle classi
lavoratrici”. Concludono la missiva invitandolo
ad un incontro e confronto pubblico per chiarire il tutto.
Quanto è compatibile l'essere
libero muratore, compagno d'arte, gran Maestro, con una carica
pubblica? Sarebbe interessante conoscere l'opinione anche degli
amministratori locali, Sindaci, Presidenti di Provincia o Regione
oltre che dei politici che operano a livello nazionale.
Il caso di Messina non può e non
deve passare inosservato.
Marco Barone
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